mercoledì 10 aprile 2024

La Scuola di Atene


Papa Giulio II affida a Raffaello Sanzio la decorazione degli appartamenti ordinando di rimuovere il lavoro degli artisti precedenti fra cui Piero della Francesca. Raffaello rimase molto dispiaciuto di questa scelta papale. Alcuni leggono nel dipinto una rappresentazione delle sette arti liberali con in primo piano da sinistra la grammatica, poi l'aritmetica e la musica mentre a destra la geometria e astronomia e poi in cima alla scalinata La retorica e la dialettica.

Platone e Aristotele i due principali filosofi dell'antichità si trovano al centro della composizione, Platone raffigurato con il volto di Leonardo Da Vinci regge il Timeo, il suo più  celebre dialogo, e solleva il dito verso l'alto. Aristotele invece regge l'etica nicomachea e distende il braccio davanti a se tenendolo sospeso a mezz'aria .

Socrate, Platone e Aristotele sono le tre personalità, che hanno determinato la storia della filosofia. Queste tre figure sono legate poichè Socrate era il maestro di Platone e Platone era il maestro di Aristotele. 


1) Statua di Apollo che tiene in mano una lira. 


2) Statua di Minerva con l'elmo, la lancia e lo scudo con la testa di Medusa. 

3) Platone con le sembianze di Leonardo da Vinci. 

4) Aristotele considerato una delle menti filosifiche piu innovative, prolifiche e influenti del mondo antico. 

5) Diogene di Sinope con la veste azzurra sdraiato sui gradini, in un atteggiamento di ostentato disprezzo del Decoro, detto il Cinico e il Socrate pazzo fu filosofo greco antico, considerato uno dei fondatori della scuola cinica. 

6) Socrate, vestito di verde, dialoga con il gruppo di persone che gli sta davanti. 

7) Capelli ricci biondo e vestito di verde dovrebbe essere Eschine, politico e retore ateniese. 

8) Vestito di rosso dovrebbe essere Senofonte, storico e mercenario ateniese. 

9) Alcibiade generale e politico ateniese rappresentato con le sembianze di Alessandro Magno. 

10) Con il copricapo bianco Averroè diventato nel medioevo Aven Roshd fu filosofo, medico, matematico e giurisperito arabo. 

11) Zenone di Cizio (con la barba bianca ) regge un bambino. Filosofo greco antico nato a Cizio. 

12) Un bambino che regge un libro, dovrebbe trattarsi di Federico Gonzaga, figlio del marchese di Mantova Francesco II e di Isabella d'Este. 

13) Epicuro legge un libro poggiato su una colonna. Filosofo greco antico discepolo di Nausifane. 

14) Pitagora ( matematico, legislatore, filosofo, astronomo, scienziato e politico  ), vestito di rosa, sta scrivendo su un libro. 

15) Di fronte Pitagora suo figlio Telauge, anche egli divenuto filosofo pitagorico, che regge una tavoletta. 

16) Di fronte Pigatora con la maglia gialla Parmenide di Elea filosofo greco antico, presocratico. 

17) Dietro Pitagora un vecchio che prende appunti, forse Anassimandro filosofo greco antico o forse Empedocle filosofo, poeta e scienziato greco antico. 

18) Unica donna presente con tunica bianca, volge lo sguardo direttamente allo spettatore, Ipazia matematica d'Alessandria d'Egitto, ma anche astronoma e filosofa greca antica. Un altra versione vuole sia Francesco Maria della Rovere duca di Urbino e nipote di Papa Giulio II. 

19) Eraclito filosofo greco antico, uno dei maggiori pensatori presocratici con le sembianze di Michelangelo.  

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martedì 9 aprile 2024

La Pergamena di Chinon (1308)

La Pergamena di Chinon è un documento medievale scoperto nel settembre 2001 da Barbara Frale, una paleografa italiana presso l'Archivio Segreto Vaticano, il quale dimostra che nel 1308 Papa Clemente V concesse l'assoluzione sacramentale al Gran Maestro Jacques de Molay nonché i restanti maggiorenti dei Cavalieri Templari, trascinati in un processo organizzato dal Re di Francia Filippo IV il Bello servendosi dell'inquisizione medievale. Il Papa tolse loro ogni scomunica e censura riammettendoli nella comunione della Chiesa Cattolica. 

(Pergamena di Chinon datata 17-20 agosto 1308). 

La pergamena è datata Chinon, 17-20 agosto 1308 e fu redatta su ordine di Berengario, cardinale prete di San Nereo ed Achille, Stefano, cardinale prete di San Ciriaco in Thermis, e Landolfo, cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria; il Vaticano custodisce la copia originale e autentica degli atti di quella inchiesta, con segnatura archivistica Archivum Arcis Armarium D 217, mentre una seconda copia autenticata è conservata al numero D 218. Un'altra versione dell'evento, pervenuta in copia e con un resoconto dei fatti in parte alterato, era stata pubblicata da Étienne Baluze nel 1693 e da Pierre Dupuy in 1751.
Gli agenti del Papa svolsero un'inchiesta per verificare le affermazioni contro gli accusati nel castello di Chinon, posto nella diocesi di Tours. Secondo il documento, Papa Clemente V diede istruzione ai cardinali di condurre l'inchiesta sui Cavalieri Templari accusati. 
I Cardinali pertanto «dichiarano attraverso questa relazione ufficiale diretta a tutti coloro i quali vorranno leggerla, che, lo stesso Signore Il Papa, desiderando ed intendendo di conoscere la pura, completa ed intera verità dai maggiorenti di detto Ordine, nominalmente Fratello Jacques de Molay, Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri Templari, Fratello Raymbaud de Caron, Precettore delle Commende dei Cavalieri templari d'Oltremare, Fratello Hugo de Perraud, Precettore di Francia, Fratello Geoffrey de Gonneville, Precettore di Aquitania e Poitou, e Geoffrey de Charney, Precettore di Normandia, ci ha ordinato ed incaricati appositamente e per suo oralmente espresso desiderio affinché noi si esaminasse con diligenza la verità interrogando il Gran Maestro ed i summenzionati Precettori uno per uno ed individualmente, avendo convocato pubblici notai e testimoni degni di fede.» 
(Pergamena di Chinon datata 17-20 agosto 1308). 

Raymbaud de Caron fu il primo ad essere interrogato, il 17 agosto 1308. «Dopo questo giuramento, per l'autorità conferitaci appositamente per questo scopo dal Signore il Papa, noi accordiamo all'umilmente richiedente Fratello Raymbaud, la grazia del perdono, in una forma accettata dalla Chiesa, dal verdetto della scomunica nel quale era incorso a causa delle sue azioni precedenti, riportandolo all'unità con la Chiesa e reintegrandolo nella comunità dei fedeli ed ai sacramenti della Chiesa.» 
Il secondo a essere interrogato nella stessa giornata fu Geoffroy de Charney. Il terzo a essere interrogato il medesimo giorno fu Geoffroy de Gonneville. Hugo de Perraud fu il quarto a venire interrogato, il 19 agosto 1308. Il Gran Maestro fu l'ultimo a essere interrogato il 20 agosto 1308. 
Secondo il documento, tutti gli interrogatori degli accusati svoltisi dal 17 al 20 agosto 1308 ebbero sempre luogo alla presenza di pubblici notai e dei testimoni riuniti. 
Tra le accuse si annoveravano la sodomia, la bestemmia contro Dio, baci illeciti, lo sputare sulla croce e l'adorazione di un idolo.
Il corpo del testo riporta la comparsa degli imputati, il giuramento degli imputati, le imputazioni contro gli accusati e la maniera con cui furono interrogati gli accusati. Dall'interrogatorio di Molay: «Quando gli fu chiesto se avesse confessato queste cose perché sollecitato, per una ricompensa, per riconoscenza, per cortesia, per timore, per astio, per persuasione da parte di qualcun altro, o per l'uso della forza, o per il timore di venire sottoposto a tortura, egli rispose di no. Quando gli fu chiesto se, dopo essere stato arrestato, fosse stato sottoposto ad un interrogatorio o alla tortura egli rispose di no.» Il testo, successivamente, elenca le denunce, le richieste di assoluzione, e la concessione dell'assoluzione da parte degli agenti del Papa; tutto ciò avvenne sempre alla presenza di testimoni. Un estratto delle indulgenze concesse a Molay poi recita «Dopo di ciò giungemmo alla conclusione di estendere la grazia del perdono per quegli atti che Fratello Jacques de Molay, il Gran Maestro dell'Ordine, nella forma e nella maniera sopra descritta aveva denunciato in nostra presenza, come pure per le eresie descritte ed ogni altra , e giurò di persona sul Santo Vangelo del Signore, e umilmente chiese la grazia del perdono (contro la scomunica), riconducendolo all'unione con la Chiesa e riaggregandolo alla comunità dei fedeli ed ai sacramenti della Chiesa». 

L'analisi della pergamena di Chinon ha permesso a Barbara Frale di riconoscere alcune delle pratiche segrete di iniziazione dei Templari. Malgrado tre degli accusati abbiano ammesso di essere stati invitati dai loro superiori durante l'iniziazione a rinnegare la croce e a sputare su un crocefisso, le loro storie sono tutte incoerenti. Geoffroy de Gonneville ammise di non avere ceduto, malgrado le minacce, a rinnegare ed a sputare sulla croce. Malgrado ciò, Geoffrey de Gonneville fu comunque ammesso nell'ordine, il che potrebbe significare che il rifiuto della croce possa essere stato una qualche sorta di prova. Gli altri ammisero di «avere rinnegato solo con le parole non con lo spirito». Gordon Napier ritiene che la pratica di rinnegare la croce fosse un addestramento in caso di cattura da parte dei saraceni.
Tutti negarono la pratica della sodomia o di avere assistito ad atti di sodomia; tuttavia fu ammesso di avere dato dei baci come forma di rispetto solamente durante l'iniziazione a Templare. Il solo Hugo de Perraud dichiarò che durante la sua iniziazione gli fu detto «…di astenersi dall'accompagnarsi a donne, e se non fosse stato in grado di limitare la sua lussuria, di congiungersi con fratelli dell'ordine». Inoltre, solamente Hugo de Perraud dichiarò di avere visto la testa di un idolo che i Templari furono accusati di adorare, a Montpellier, in possesso del Fratello Peter Alemandin, Precettore di Montpellier. 
Tutti gli altri Templari menzionati nella pergamena di Chinon negarono di essere stati incoraggiati a congiungersi con altri fratelli, e a nessuno di loro fu chiesto dell'idolo. Tutti loro aggiunsero che, come per ogni cattolico, ogni trasgressione contro la fede cattolica veniva pienamente confessata ad un prete o ad un vescovo, venivano impartite penitenze e concesse assoluzioni.

La pergamena di Chinon fu materialmente redatta da Robert de Condet, chierico della diocesi di Soissons, nonché notaio apostolico. I notai apostolici furono Umberto Vercellani, Nicolo Nicolai da Benvenuto, Robert de Condet e maestro Amise d'Orléans le Ratif. I testimoni dei procedimenti furono Fratello Raymond, abate del monastero benedettino di San Teofredo, nella diocesi di Annecy, Maestro Berard (o Bernard?) di Boiano, arcidiacono di Troia, Raoul de Boset, confessore e canonico proveniente da Parigi, e Pierre de Soire, supervisore di Saint-Gaugery di Cambresis.
Inoltre, secondo il documento, furono redatte ulteriori tre copie maggiormente dettagliate dagli altri notai pubblici. A tutti i documenti fu apposto il sigillo e furono tutti firmati dai partecipanti. Secondo il documento: «Le loro parole e confessioni furono scritte esattamente nella maniera in cui sono riportate qui dai notai i cui nomi sono elencati sotto alla presenza di testimoni elencati sotto. Abbiamo altresì ordinato che queste cose venissero redatte in forma ufficiale e convalidate dalla protezione dei nostri sigilli».
(Pergamena di Chinon datata 17-20 agosto 1308).
La pergamena di Chinon riporta un tentativo fallito da parte del Papa di preservare i Templari dalle macchinazioni del re di Francia, Filippo IV, stabilendo che l'ordine non fosse eretico e fosse capace di riformarsi sotto l'egida della Chiesa. Le colpe dell'ordine consistevano soltanto in fenomeni di grave malcostume, che però non era un fatto grave e insanabile come l'eresia per la quale i Templari erano stati trascinati in un processo. Tuttavia, quando divenne evidente che Filippo IV era determinato a sterminare l'ordine (ed a confiscarne i considerevoli beni e le proprietà all'interno del regno) il Papa abbandonò i templari al loro destino. 

Al di fuori della Francia la dissoluzione dell'ordine fu conseguita con molto meno spargimento di sangue, ed i membri superstiti dell'ordine furono assorbiti da altre istituzioni religiose e dalla Massoneria col XXX Grado dei Cavalieri Kadosh. 

                             Ricerca e Sintesi di Giancarlo Bertollini


Bibliografia: 

° Da Ricerche sul WEB 
°    Tratto da Wikipedia-B. Frale
° TRECCANI - Enciclopedia Italiana 
° Da Lavori del Fr. Giancarlo Bertollini 

domenica 7 aprile 2024

Ernesto Nathan il Grande Sindaco di Roma.

Come dimenticarlo ! 

Ernesto Nathan
In un discorso tenuto nel 1898 
a Torino definì la massoneria 
«associazione patriottica 
ed educativa, non associazione 
politica» 
(Il compito massonico. 
Discorso inaugurale del Gran Maestro 
E. N. alla Conferenza massonica 
nazionale. Torino, 20 settembre 
1898, Roma 1898)
Egli finì così per deludere quegli 
affiliati che auspicavano una più netta 
democratizzazione della massoneria 
e il suo diretto coinvolgimento nelle competizioni 
politiche e amministrative a sostegno 
dell’estrema sinistra. 



E dobbiamo al suo "Genio" la ciotola fissata sotto ai "Nasoni" 
e la indimenticabile battuta " 'n c'è trippa pe' gatti ".  
*** *** ***
La giunta Nathan guidò l’amministrazione municipale 
di Roma per sei anni, fino al novembre 1913, e lasciò 
un’impronta indelebile nella storia della città. 
Potendo giovarsi anche dei provvedimenti finanziari 
a favore della capitale previsti dalla legge del luglio 1907, 
avviò un diversificato piano di interventi che toccò tutti 
gli ambiti della sfera amministrativa introducendo 
significative innovazioni. Uno dei principali settori su cui 
Nathan concentrò l’attenzione fu quello delle scuole 
pubbliche, che versavano a Roma in condizioni 
particolarmente precarie. 


Oltre ad avviare un’intensa opera 
di edilizia scolastica, furono istituiti biblioteche, giardini 
d’infanzia, scuole all’aperto, corsi estivi di ripetizione, 
e soprattutto fu difesa la connotazione laica dell’istruzione 
rifiutando di impartire nelle scuole comunali alcun 
insegnamento di natura confessionale. 
Poderoso fu poi l’intervento di municipalizzazione 
dei pubblici servizi, che, sotto la guida dell’assessore 
ai servizi tecnologici Giovanni Montemartini, portò alla 
nascita di aziende comunali in vari settori, fra cui quelli 
per la gestione delle tramvie e dell’illuminazione elettrica. 
Come previsto dalla legge del 1903, le delibere relative 
alla municipalizzazione dei servizi pubblici furono sottoposte 
a un referendum popolare che si tenne nel 1909, nella data 
simbolicamente evocativa del 20 settembre. 
Questa consultazione popolare sancì l’inizio di un processo 
di crescente coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte 
dell’amministrazione che si manifestò sia attraverso altri 
referendum, indetti per decidere questioni specifiche anche 
a livello rionale, sia mediante la nascita di alcune 
associazioni di quartiere. Il risultato fu una sorta di inedita 
«democrazia partecipativa», che accrebbe il consenso 
intorno alla giunta Nathan. La costruzione di numerose 
opere pubbliche (palazzi, monumenti, ponti, piazze, 
strade, sistemi di fognatura), alcune delle quali inaugurate 
nel 1911 in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario 
dell’Unità, e l’ambizioso intervento di recupero igienico 
e scolastico dell’Agro romano contribuirono ulteriormente 
a creare un’opinione favorevole intorno all’operato 
dell’amministrazione.

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sabato 6 aprile 2024

Un pensiero per i nostri grandi Fratelli passati all'Oriente Eterno

Massoni famosi italiani e stranieri.

Sono argomento di curiosità sia tra gli studiosi di associazioni iniziatiche che dei sostenitori delle teorie del complotto, questo perché la massoneria ha sempre suscitato grande interesse anche in merito ai fatti di cronaca e storici. Gli elenchi degli iscritti non vengono divulgati con facilità dalle varie logge per questo per ricercare un elenco attendibile di massoni famosi italiani e stranieri abbiamo dovuto affidarci ad internet. Riporteremo anche Storia e collegamenti a fine articolo.
Partiamo subito con un elenco di massoni famosi italiani e stranieri storici. Come potrete vedere nell’elenco sottostante, molti di loro hanno scritto la storia mondiale essendo loro politici, generali etc.. altri hanno rivoluzionato il mondo creativo diventando un punto di riferimento nell’arte, scultura, recitazione e scrittura. Questo ci fa comprendere come la massoneria sia una parte integrante della nostra società, un fenomeno nascosto, ma presente e vicino, di cui si può avere “timore” oppure “diffidenza” ma di certo sarebbe da irresponsabili ignorarlo.


Tra i massoni famosi italiani storici troviamo:

  • Giuseppe Garibaldi 

    – generale, patriota, condottiero e scrittore italiano

  • Francesco Crispi 

    – patriota e politico italiano

  • Aurelio Saffi 

    – patriota e politico italiano

  • Gerolamo “Nino” Bixio 

    – generale, politico e patriota italiano

  • Costantino Nigra 

    – filologo, poeta, diplomatico e politico italiano.

  • Ettore Ferrari 

    – scultore italiano

  • Giacomo Casanova 

    – avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico, filosofo e agente segreto italiano, cittadino della Repubblica di Venezia

  • Enrico Fermi 

    – fisico italiano naturalizzato statunitense

  • Vittorio Amedeo Alfieri 

    – conte, drammaturgo, poeta, scrittore e attore teatrale italiano

  • Giosuè Carducci 

    – poeta e scrittore italiano e primo italiano a vincere il Premio Nobel per la letteratura

  • Antonio De Curtis “Totò” 

    – altezza imperiale, conte palatino, attore teatrale e cinematografico, drammaturgo, poeta, paroliere, cantante

  • Edmondo De Amicis 

    – scrittore e giornalista italiano

  • Carlo Collodi 

    –  scrittore e giornalista italiano

  • Ugo Foscolo 

    –  poeta, scrittore, traduttore italiano

  • Guido Laj 

    –  giornalista e politico italiano

  • Gabriele d’Annunzio 

    –  scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano

  • Giovanni Pascoli 

    –  poeta, accademico italiano

  • Giovanni Bovio 

    –  filosofo, politico italiano, sistematizzatore dell’ideologia repubblicana e deputato al Parlamento del Regno d’Italia

  • Cesare Beccaria 

    –  giurista, filosofo, economista e letterato italiano

  • Niccolò Paganini 

    –  violinista, compositore e chitarrista italiano

  • Goffredo Mameli 

    –  poeta, patriota e scrittore italiano

  • Antonio Meucci 

    –  inventore del Telefono 

  • Salvatore Quasimodo 

    –  poeta e traduttore italiano

  • Italo Balbo 

    –  politico, generale e aviatore italiano

  • Pratt Hugo 

    –  fumettista, scrittore, saggista e attore italiano


E tra i massoni famosi stranieri storici troviamo:

  • François Marie Arouet “Voltaire” 

    – filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese

  • Benjamin Franklin 

    –  scienziato e politico statunitense

  • Wolfang Amadeus Mozart 

    –  compositore, pianista, organista, violinista e clavicembalista austriaco

  • Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde 

    –  scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese

  • Sir Arthur Conan Doyle 

    –  scrittore scozzese

  • Joseph Rudyard Kipling 

    –  scrittore e poeta britannico

  • Sir Alexander Fleming 

    –  medico, biologo e farmacologo britannico

  • Edward Kennedy “Duke” Ellington 

    –  direttore d’orchestra, compositore e pianista statunitense

  • John Wayne 

    –  attore e regista statunitense

  • Gary Cooper Frank James 

    –  attore statunitense

  • Disney Walter Elias 

    –  animatore, imprenditore, disegnatore, cineasta, doppiatore e produttore cinematografico statunitense

  • Hardy Oliver Norvelle 

    –  attore e comico statunitense

  • Henry Ford 

    –  imprenditore statunitense

  • Ludwig Van Beethoven 

    –  compositore e pianista tedesco

  • Cole Nat King 

    –  cantante e pianista statunitense

  • George Gershwin 

    –  compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense

  • Antoine Laurent Lavoisier 

    –  chimico, biologo, filosofo ed economista francese

  • Lev Nikolaevic Tolstoj 

    –  scrittore russo

  • Mark Twain 

    –  scrittore, umorista, aforista e docente statunitense

  • Sir Wiston Leonard Spencer Churchill 

     –  politico, storico e giornalista britannico


  • Presidenti degli Stati Uniti (alcuni)  -  Papi … ?


 

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giovedì 14 marzo 2024

Equità e Giustizia !

“Chi siamo?  Da dove veniamo?  

Dove stiamo andando”?


Noi siamo prima Costruttori, poi Cavalieri e infine Sacerdoti e siamo qui per amministrare la Giustizia in termini di Uguaglianza intesa come EQUITA’. 


Siamo qui per migliorare noi stessi per poi contaminare l’Umanità ed è ora che i Fratelli passino ai Fatti, alla Giustizia Massonica. 


Vi ricordo che la Giustizia inizia già dal primo grado, quando diciamo di “essere sempre onesti, solerti e benemeriti cittadini, ossequienti alle  Leggi dello  Stato”.


(Non dimentichiamo che siamo l’unica Obbedienza Esoterica Occidentale).

 

Nel quarto grado c’è un invito all’obbedienza e all’introspezione. Il silenzio porta a riconoscere il valore della parola e siamo noi a scegliere quando parlare con consapevolezza. C’è la chiave spezzata, ma il Maestro Segreto sa già dove risiede la  Giustizia con Equità.

 

Nel nono grado si supera il dualismo di  “Vendetta /Giustizia” con il perdono di Salomone, Johaben è l’unico che ha capito il messaggio divino e, con il taglio della testa di Abiram, ha forse ricomposto dentro di se i due opposti.

 

Nel quattordicesime grado (Loggia di Perfezione) c’è un forte richiamo alla Legge Morale piuttosto che a una Giustizia che si impone con delle Norme.      


“Il Maestro Scozzese è sempre pronto a ben operare e non parla mai dei suoi  Fratelli per calunniarli o dirne male “. 


(Sempre ricordando che gli Uomini nascono Liberi, ma con capacità diverse. 

Se gli Uomini restano Liberi NON SONO UGUALI

se sono Uguali  NON SONO LIBERI ).


Nel diciottesimo grado il Massone si affida a “Fede, Speranza e Carità per proseguire il cammino verso la Verità che conduce alla Libertà con Giustizia ed Equità. 

La Legge che guida l’Umanità deve essere riprogettata al proprio interno perché sia adeguata all’evoluzione e al progresso. Per questo il Cavaliere Principe Rosa+Croce dovrà conoscere altre realtà, percorrendo le strade del Mondo con Tolleranza, ma, come diceva Karl Popper, “la Tolleranza verso gli Intolleranti porterà alla sconfitta dei Tolleranti con la loro conseguente estinzione e la tragica vittoria degli  Intolleranti”.


Nel trentesimo grado la caratterizzazione è data dall’abbattimento delle Colonne, dei Simboli conosciuti, per andare oltre i pregiudizi  e  le conoscenze acquisite. Si resiste all’oppressione con la parola, la penna e la spada. 

La Giustizia con Equità si ottiene attraverso il rispetto della Libertà altrui e verso chi è leso nei suoi  Diritti.

Per raggiungere tale Equilibrio ed Armonia, ogni cosa deve stare al proprio posto; il che fece dire a Tommaso d’Aquino:

 

Una cosa non è giusta perché Dio la vuole, ma Dio la vuole perché è giusta”.

 

Soltanto così i contrari si possono risolvere nell’Unità, per ricordare di agire sempre come Cavalieri al servizio del Bene, del Vero, del Giusto.

 

E’auspicabile che le Commissioni di Giustizia tornino ad essere operative


Fr\Giancarlo Bertollini\