Riflessione sui Massoni e sugli "Iscritti alla Massoneria".

Come diceva Vilfredo Pareto 

tutto si riduce a due numeri 80 e 20

l'80% dei vostri clienti produce il 20% del fatturato, 

il 20% dei vostri clienti produce l'80% del fatturato. 

Mi permetto di aggiungere il mio pensiero: 

l'80% dei Fratelli sono iscritti alla Massoneria, 

il 20% dei Fratelli sono Massoni

(Ovviamente col termine Fratelli includo le Sorelle). 

Beh... vista questa ondata di sapienti sulle "tegolature" vorrei ricordare loro che "la selezione della razza" è di lontana memoria e che ergersi a giudici dimostra solo di non essere Massoni ma solo di essere iscritti alla massoneria. 

La persona che avete davanti (fatti salvi difetti clamorosi) ha deciso di bussare per migliorare se stesso, altrimenti non lo avrebbe fatto, e si ritrova davanti uno pseudo massone che lo giudica dall'alto del suo smisurato ego. 

Forse Vi dovreste mettere davanti a uno specchio e riflettere. 

La persona che avete davanti è probabilmente migliore di Voi e magari diverrà la nuova Luce dell'Obbedienza. 

Chi ha bussato per altri scopi, diverrà soltanto un "ramo secco" che prima o poi si staccherà. 

Come molte correnti iniziatiche mettono in evidenza al nostro interno vige il caos più totale. 

Ho detto prima che il nemico più terribile del massone è il proprio Ego. Il problema è che non esiste UN Ego. Ne esistono tanti, molteplici. 

Altro compito del massone è raggiungere l'Unità, il Centro. 

Questo si può ottenere, se si segue la via della massoneria, solo all'interno dell'officina. Solo frequentando la Loggia (durante i lavori di Loggia) si può giungere alla creazione di un Meta-Organismo, l'Adam Kadmon molto caro ai Kabbalisti.  

Giancarlo Bertollini

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Le virtù cardinali e teologali riconosciute dalla tradizione cattolica sono 7.

Secondo la dottrina cattolica per «virtù» s’intende una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Essa consente alla persona non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé. 

Quali e quante sono le virtù teologali e cardinali? 

Le virtù teologali sono tre e sono: Fede, Speranza e Carità.  

Le virtù cardinali invece sono quattro e sono:  

Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.

Le quattro virtù cardinali perché sono chiamate così? 

Le virtù cardinali sono: 

la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza

Sono chiamate virtù cardinali perché hanno una funzione di “cardine” (cioè di pilastro, di sostegno fondamentale) e tutte le altre si raggruppano attorno a esse. 

Sono le più importanti dell’agire umano. 

Sono anche denominate virtù umane principali. 

In particolare: 

la Prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare. La Giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è a loro dovuto. 

La Giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune. 

La Fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza, nella ricerca del bene. Essa rafforza le decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare le prove e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. 

La Temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà.

Le 3 virtù teologali perché sono chiamate così? 

    Fede    -    Carità    -    Speranza

Le virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, sono chiamate così perché riferite a Dio (Théos) e sono il risultato della presenza in ogni cristiano dello Spirito Santo, che agisce sulle facoltà e supplisce alle fragilità. 

In particolare: 

Per la Fede i cristiani credono in Dio e credono a tutto ciò che Egli ha rivelato loro e che la Chiesa propone di credere; 

per la Speranza il cristiano desidera e aspetta da Dio la vita eterna e la grazia per meritarla; 

per la Carità il cristiano ama Dio al di sopra di tutto e il proprio prossimo come se stesso per amore di Dio, secondo il comandamento di Gesù: 

Questo è il mio comandamento: 

che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati (Gv 15, 22). 

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