IL MITO DELLA VENDETTA TEMPLARE.

Parigi, 21 gennaio 1793. Luigi XVI viene condannato a morte. Leggenda vuole che, alla vista della testa mozzata esposta dal boia Sanson, dalla folla si sarebbe levato il grido: «Jacques de Molay, sei stato vendicato!». 

Si compie in questo modo la vendetta dell'ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, mandato a morte quattro secoli prima da un altro re francese, Filippo il Bello.

Nonostante Luigi XVI appartenesse a un'altra dinastia - la maledizione del Gran Maestro avrebbe colpito sino alla tredicesima generazione - questa leggenda si diffuse in pieno clima rivoluzionario. I giacobini in primis ma anche illuministi e massoni facevano a gara a paragonarsi, nei molti pamphlet stampati in Francia Germania e Inghilterra, ai cavalieri del Tempio in lotta contro la monarchia e la Chiesa. D'altro lato anche l’ideologia reazionaria dipingeva i Templari come dei sovversivi, cultori di magia nera e adoratori di Satana, il cui spirito di vendetta si sarebbe tramandato ai rivoltosi, sacrileghi, giacobini.

Per esempio, Charles Louis Cadet de Gassicourt, nel suo "La tomba di Jacques de Molay" (1797), raccontava come massoni e illuminati risalirebbero, secondo un'interrotta linea, ai templari. Le teorie cospiratrici frammassoni erano avallate anche in un saggio del prete controrivoluzionario, il gesuita Augustin Barruel. Nella sue "Memorie per la storia del giacobinismo" Barruel descrive la Rivoluzione francese con un deliberato complotto ordito da filosofi, massoni e giacobini per rovesciare il trono, l'altare e tutta la società aristocratica in Europa. Qui i templari non erano che gli appartenenti di una setta che tramandava la demoniaca eresia manichea attraverso i catari, e che annoverava eversori come Cola di Rienzo, Masaniello, l'assassino di Enrico IV, Robespierre e Danton.

A queste mitografie si legano così fenomeni come il templarismo e le innumerevoli fantasie letterarie che vogliono i cavalieri del Tempio custodi del segreto del Graal o meglio del "Sang Réal" (la rivelazione che Cristo non morì sulla croce, ma sposando Maria Maddalena dette origine alla dinastia dei re francesi). Temi che ritroviamo più o meno rielaborati nel famosissimo "Il Codice da Vinci" di Dan Brown o ne "Il pendolo di Foucault di Umberto Eco"; ma anche in un popolarissimo videogame, Assassin’s Creed (2007), in cui i Templari lottano segretamente contro la setta degli Assassini per i governo del mondo.

Non esistono fonti a sostegno di tale sopravvivenza dell'ordine, ma soltanto romantiche suggestioni esoteriche. La pretesa di una linea che, senza soluzione di continuità, unisce i templari - ordine storicamente sciolto con la bolla Vox in excelso - alle varie logge massoniche o alle varie confraternite neotemplari odierne è un'invenzione, degna di essere studiata in quanto tale, come un medievalismo.

Mi permetto di aggiungere che, con la scoperta della Pergamena di Chinon, la linea di continuità potrebbe esistere ed ha aperto nuove possibilità di studio e ricerca: 

https://granconsigliomassonico.blogspot.com/2024/04/la-pergamena-di-chinon-1308.html

da ricerche sul Web di Giancarlo Bertollini

Per approfondire:

Franco Cardini, "Templari e templarismo: storia, mito, menzogne"

Barbara Frale, "La leggenda nera dei templari"

Tommaso di Carpegna, "La leggenda templare. Un caso emblematico di medievalismo contemporaneo"

www.studiostampa.com

Cosa è la Massoneria, di J. W. Goethe

Goethe aderisce alla Massoneria nella notte di San Giovanni del 1870, notte nella quale viene iniziato nella Loggia “Anna Amalia alle Tre Rose”. Regalerà i guanti bianchi dell’iniziazione, destinati alla sua “polarità contraria”, all’amata Charlotte von Stein, preavvisandola con una lettera “… un piccolo regalo La attende… che posso fare ad una sola donna, per una sola volta nella mia vita!”.

Più tardi Goethe aderirà all’Ordine ancor più segreto degli “Illuminati”, con valenze più radicali anche dal punto di vista politico (contro ogni dispotismo ed i poteri assolutistici). 

Una rivista russa ha ritrovato e pubblicato il suo giuramento di adesione/iniziazione all’Ordine degli Illuminati (era finito fra i documenti rastrellati dall’Armata Rossa durante l’avanzata nella Germania nazista, durante l’ultima guerra mondiale: “Io sottoscritto, mi impegno con il mio onore e buon nome, rifiutando ogni clausola segreta, a non svelare a nessuno… perfino agli amici più intimi… in nessun modo, indipendentemente che sia assunto o no, i quesiti che riguardano la mia affiliazione alla società segreta, affidati a me dal signor Bode, consigliere di legazione. 

Tanto più che sono stato assicurato che tale società non intraprende nulla contro lo Stato, la Chiesa ed i buoni costumi. M’impegno inoltre a restituire immediatamente tutti i documenti e le lettere, ricevuti a tale proposito, dopo aver preso le note da me solo concepibili. Se, eventualmente, io ricevessi per custodia qualche documento ufficiale dell’Ordine, devo serrarlo in modo estremamente minuzioso, allegando l’indirizzo di un versato e probo membro dell’Ordine, affinchè, in caso di mia morte subitanea, quel documento non capiti assolutamente nelle mani di nessun altro. 

Tutto ciò prometto senza alcuna clausola segreta, e dichiaro da uomo onesto che vuole rimanere tale, che io non abbia impegni con altre società e non divulghi a nessuno i segreti a me affidati in modo riservato” firmato Goethe.

Nel corso degli anni, però, Goethe si rivelò poi sempre più contrario ed ostile alle degenerazioni politiche e mondane della Massoneria, pur non dissociandosene mai (arrivando anche a denunciare quelle che a lui apparivano logge particolarmente “deviate”), desiderando vivere un’esperienza iniziatica più spirituale, esoterica, intimistica. La sua evoluzione personale consistette semmai nel passaggio da una visione “magica” dell’ideale massonico, ad una sua accezione più “umanitaria” (Humanitat). Ed in suo celebre scritto, che riportiamo di seguito, lo stesso Goethe ha voluto precisare in poesia ciò che egli intendeva fosse o dovesse essere la “vera” Massoneria.

COS’E’  LA MASSONERIA

* In casa è bontà

* In affari onorabilità 

* In società é cortesia

* Nel lavoro è onestà

* Con gli infelici è compassione

* Contro l’ingiustizia è resistenza

* Per la debolezza è aiuto

* Davanti ai codici è lealtà

* Contro la falsità è smemoratezza

* Per i felici è compiacimento

* Per l’umanità è dedizione

* Con il prossimo è umiltà e tolleranza

* Al cospetto di Dio è Amore

www.consulpolis.it