Filologia ed Ermeneutica

[FILOLOGIA: Ricostruzione oggettiva] 

─ (Senza ermeneutica è pedanteria)

─> Arido elenco di varianti. 

[ERMENEUTICA: Interpretazione soggettiva] 

─ (Senza filologia è arbitrio)

─> Fraintendimento storico. 

Il paradosso del legame.

La filologia fissa il limite: 

Stabilisce cosa l'autore ha scritto davvero. Impedisce all'interprete di far dire al testo ciò che l'autore non poteva o non voleva dire. È il guardiano della verità storica.

L'ermeneutica dà la vita: 

Un testo perfettamente ricostruito dai filologi, ma non interpretato, è un fossile. L'ermeneutica lo attualizza. Permette a un testo del 1300 di parlare a un lettore del 2026.

Il Circolo Filologico-Ermeneutico: 

Non puoi interpretare il senso di una frase se prima non hai stabilito la lezione corretta delle singole parole (filologia). Ma non puoi scegliere la variante corretta tra due manoscritti se non hai già capito il senso generale dell'opera (ermeneutica).


Il punto di scontro: L'intenzione

Filologia (Intentio Auctoris): 

Cerca l'intenzione dell'autore nel suo contesto storico originario.

Ermeneutica (Intentio Operis / Lectoris): 

Sostiene che il testo, una volta scritto, si emancipa dall'autore. Il significato si genera nell'incontro tra l'opera e chi la legge oggi (Gadamer).

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Notizie Massoniche trovate qua e là.

La Massoneria non è un blocco unico; è una galassia di riti, tradizioni e simbolismi che variano profondamente a seconda della "famiglia" di appartenenza. Sebbene la base sia comune (l'uso di strumenti della muratorìa operativa come metafore morali), la messa in scena e il focus filosofico cambiano.

Ecco le principali differenze tra i sistemi rituali più diffusi.

1. Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA)

È probabilmente il rito più conosciuto e praticato al mondo, famoso per la sua scala di 33 gradi.

* Caratteristiche: È fortemente filosofico, ermetico e cavalleresco.

* Ritualità: Molto scenografica e complessa. I primi tre gradi (Apprendista, Compagno, Maestro) sono spesso gestiti dalle Grandi Logge, mentre i successivi (dal 4° al 33°) approfondiscono temi biblici, storici e alchemici.

* Focus: Il perfezionamento dell'uomo attraverso una gerarchia strutturata di conoscenze.


2. Rito Emulation (Stile Inglese)

Tipico della United Grand Lodge of England (UGLE), è la base della massoneria cosidetta "regolare".

* Caratteristiche: Si basa sulla memoria pura. Non è permesso leggere il rituale; deve essere recitato a memoria in modo impeccabile.

* Ritualità: Sobria, precisa e priva di fronzoli metafisici eccessivi. L'enfasi è sul comportamento etico e sulla fratellanza.

* Differenza chiave: a differenza del RSAA, non ci sono "alti gradi" integrati nello stesso corpo; dopo il 3° grado, il percorso prosegue lateralmente (es. l'Arco Reale).


3. Rito Francese

Nato nel XVIII secolo, è il rito predominante nel Grand Orient de France.

* Caratteristiche: È la culla della massoneria definita "adogmatica" o liberale.

* Ritualità: Più razionalista e legata ai valori dell'Illuminismo (Liberté, Égalité, Fraternité). Spesso la Bibbia è sostituita dalla Costituzione o da un libro bianco.

* Focus: Molto attento al dibattito sociale e ai diritti civili, meno orientato al misticismo religioso.


4. Rito Egizio (Misraïm e Memphis)

Rappresenta l'anima più esoterica e occulta della massoneria.

* Caratteristiche: Si ispira ai misteri dell'antico Egitto e dell'ermetismo rinascimentale.

* Ritualità: Estremamente densa di simbolismi magici, astrologici e alchemici. Ha un numero di gradi molto elevato (fino a 95 o 99).

* Focus: La trasformazione spirituale quasi "teurgica" dell'iniziato.

Le differenze rituali spesso segnano il confine tra:

* Massoneria Regolare: (Rito Emulation, RSAA tradizionale)

Richiede la credenza in un Essere Supremo e spesso non ammette donne.

* Massoneria Liberale/Adogmatica: (Rito Francese, RSAA progressista).

Lascia libertà di coscienza sulla fede e può essere mista. 

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L'UTOPIA DI TOMMASO CAMPANELLA

Tommaso Campanella (nato Giovan Domenico Campanella; Stilo, 5 settembre 1568 – Parigi, 21 maggio 1639) è stato un filosofo, teologo, poeta e frate domenicano italiano, tra i più importanti pensatori del tardo Rinascimento. È celebre per la sua visione utopica della società e per aver trascorso circa 27 anni in prigione a causa delle sue idee filosofiche e politiche, considerate eretiche o sovversive dall'Inquisizione e dal governo spagnolo.
Il Pensiero Filosofico
La filosofia di Campanella fonde naturalismo, metafisica e profezia religiosa:
  • Naturalismo Telesiano: Influenzato da Bernardino Telesio, sosteneva che la natura dovesse essere studiata attraverso i propri principi (caldo, freddo e materia) e che ogni ente fosse dotato di sensibilità.
  • Le tre Primalità: Nella sua metafisica, l'essere è strutturato su tre essenze primarie: PotenzaSapienza e Amore.
  • Religione e Politica: Auspicava una riforma universale per unire l'umanità in un'unica comunità politica e religiosa (monarchia messianica), identificando il cristianesimo come una "religione naturale" razionalmente valida.
La Città del Sole (1602)
È la sua opera più famosa, scritta durante la lunga detenzione a Napoli. Si tratta di un dialogo utopico tra un Cavaliere di Malta e un ammiraglio genovese che descrive una società ideale situata su un'isola dell'Oceano Indiano:
  • Governo: La città è retta dal Metafisico (o Sole), un re-sacerdote assistito da tre ministri (Pon, Sin e Mor) che corrispondono alle tre primalità.
  • Organizzazione Sociale: Vige la comunione dei beni e delle donne; non esiste proprietà privata e ogni aspetto della vita (educazione, lavoro, procreazione) è regolato per il bene comune.
  • Educazione: Le mura della città sono istoriate con immagini di tutte le scienze e arti, permettendo ai cittadini di imparare visivamente fin da bambini.
Eventi Chiave della Vita
  1. Ingresso nell'ordine: Entrò tra i domenicani a 15 anni per poter studiare.
  2. La Congiura di Calabria (1599): Organizzò una ribellione contro il dominio spagnolo per instaurare il suo modello di stato ideale. Scoperto, sfuggì alla condanna a morte simulando la pazzia.
  3. Prigionia e Liberazione: Rimase in carcere fino al 1626. Dopo la liberazione, per timore di nuove persecuzioni, si rifugiò a Parigi nel 1634 sotto la protezione del cardinale Richelieu e di Luigi XIII.
Per approfondimenti critici e testi digitalizzati, è possibile consultare l'Archivio Tommaso Campanella del CNR o le risorse di Liber Liber.

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L'EQUILIBRIO INTERIORE

Oggi ho parlato con un amico veramente Fraterno che mi ha confidato di essere alla ricerca di un Suo equilibrio, gli ho girato questa breve riflessione che voglio condividre con tutti Voi. 

Andiamo al cuore della questione, senza giri di parole. Se cerchi la verità sull'equilibrio interiore. 

1) Non è statico

L'equilibrio non è un traguardo fisso, ma la capacità di oscillare senza cadere.

2) Richiede attrito

Non troverai la pace eliminando il caos, ma imparando a rimanerci dentro senza farti travolgere. Cadere e Rialzarsi.  

3) È una scelta di rinuncia

Spesso non ti serve aggiungere nuove abitudini (come meditare), ma togliere ciò che ti logora. 

4) Accetta il conflitto

La vera armonia nasce quando smetti di fare la guerra alle tue parti più oscure o fragili. 

Tre domande brutali per iniziare davvero. Se vuoi fare un lavoro serio, dimentica le risposte da manuale e prova a rispondere a queste domande: 

1) Cosa stai tollerando di troppo? 

Spesso l'equilibrio salta perché diciamo "" agli altri e "no" a noi stessi. 

2) Di cosa hai paura se ti fermi? 

La frenesia è quasi sempre una fuga da pensieri che non vogliamo ascoltare. 

3) Quale parte di te stai rifiutando? 

La rabbia, la stanchezza o l'inadeguatezza vanno guardate in faccia, non nascoste sotto il tappeto del "pensiero positivo". 

Un abbraccio forte 🌿 


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Riflessione sui Massoni e sugli "Iscritti alla Massoneria".

Come diceva Vilfredo Pareto 

tutto si riduce a due numeri 80 e 20

l'80% dei vostri clienti produce il 20% del fatturato, 

il 20% dei vostri clienti produce l'80% del fatturato. 

Mi permetto di aggiungere il mio pensiero: 

l'80% dei Fratelli sono iscritti alla Massoneria, 

il 20% dei Fratelli sono Massoni

(Ovviamente col termine Fratelli includo le Sorelle). 

Beh...  vista questa ondata di sapienti sulle "Tegolature" vorrei ricordare loro che "la selezione della razza" è di lontana memoria e che ergersi a giudici dimostra di non essere Massoni ma solo di essere iscritti alla Massoneria. La persona che avete davanti (fatti salvi difetti clamorosi) ha deciso di bussare per migliorare se stesso, altrimenti non lo avrebbe fatto, e si ritrova davanti uno pseudo-massone che lo giudica dall'alto del suo smisurato ego. 

Forse Vi dovreste mettere davanti a uno specchio e riflettere. 

La persona che avete davanti è probabilmente migliore di Voi e magari diverrà la nuova Luce dell'Obbedienza. 

Chi ha bussato per altri scopi che, purtroppo, non abbiamo individuato durante le "Tegolature" e che avrebbero evitato "disturbi" sia a noi che a lui, diverrà soltanto un "Ramo Secco" che prima o poi si staccherà. 

Come molte correnti iniziatiche mettono in evidenza, al nostro interno vige il caos più totale. 

Ho detto prima che il nemico più terribile del Massone è il proprio Ego. Il problema è che non esiste UN Ego. Ne esistono tanti, molteplici. 

Altro compito del Massone è raggiungere l'Unità, il Centro. 

Questo si può ottenere, se si segue la via della massoneria, solo all'interno dell'officina. Solo frequentando la Loggia (durante i lavori di Loggia) si può giungere alla creazione di un Meta-Organismo, l'Adam Kadmon molto caro ai Kabbalisti.  

Giancarlo Bertollini

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Le virtù cardinali e teologali riconosciute dalla tradizione cattolica sono 7.

Secondo la dottrina cattolica per «virtù» s’intende una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Essa consente alla persona non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé. 

Quali e quante sono le virtù teologali e cardinali? 

Le virtù teologali sono tre e sono: Fede, Speranza e Carità.  

Le virtù cardinali invece sono quattro e sono:  

Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.

Le quattro virtù cardinali perché sono chiamate così? 

Le virtù cardinali sono: 

la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza

Sono chiamate virtù cardinali perché hanno una funzione di “cardine” (cioè di pilastro, di sostegno fondamentale) e tutte le altre si raggruppano attorno a esse. 

Sono le più importanti dell’agire umano. 

Sono anche denominate virtù umane principali. 

In particolare: 

la Prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare. La Giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è a loro dovuto. 

La Giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune. 

La Fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza, nella ricerca del bene. Essa rafforza le decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare le prove e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. 

La Temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà.

Le 3 virtù teologali perché sono chiamate così? 

    Fede    -    Carità    -    Speranza

Le virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, sono chiamate così perché riferite a Dio (Théos) e sono il risultato della presenza in ogni cristiano dello Spirito Santo, che agisce sulle facoltà e supplisce alle fragilità. 

In particolare: 

Per la Fede i cristiani credono in Dio e credono a tutto ciò che Egli ha rivelato loro e che la Chiesa propone di credere; 

per la Speranza il cristiano desidera e aspetta da Dio la vita eterna e la grazia per meritarla; 

per la Carità il cristiano ama Dio al di sopra di tutto e il proprio prossimo come se stesso per amore di Dio, secondo il comandamento di Gesù: 

Questo è il mio comandamento: 

che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati (Gv 15, 22). 

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La Massoneria non è un blocco unico; è una galassia di riti, tradizioni e simbolismi che variano profondamente a seconda della "famiglia" di appartenenza. Sebbene la base sia comune (l'uso di strumenti della muratura operativa come metafore morali), la messa in scena e il focus filosofico cambiano.

Ecco le principali differenze tra i sistemi rituali più diffusi.

1. Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA)

È probabilmente il rito più conosciuto e praticato al mondo, famoso per la sua scala di 33 gradi.

* Caratteristiche: è fortemente filosofico, ermetico e cavalleresco.

* Ritualità: molto scenografica e complessa. I primi tre gradi (Apprendista, Compagno, Maestro) sono spesso gestiti dalle Grandi Logge, mentre i successivi (dal 4° al 33°) approfondiscono temi biblici, storici e alchemici.

* Focus: il perfezionamento dell'uomo attraverso una gerarchia strutturata di conoscenze.

2. Rito Emulation (Stile Inglese)

Tipico della United Grand Lodge of England (UGLE), è la base della massoneria "regolare".

* Caratteristiche: si basa sulla memoria pura. Non è permesso leggere il rituale; deve essere recitato a memoria in modo impeccabile.

* Ritualità: sobria, precisa e priva di fronzoli metafisici eccessivi. L'enfasi è sul comportamento etico e sulla fratellanza.

* Differenza chiave: a differenza del RSAA, non ci sono "alti gradi" integrati nello stesso corpo; dopo il 3° grado, il percorso prosegue lateralmente (es. l'Arco Reale).

3. Rito Francese (o Moderno)

Nato nel XVIII secolo, è il rito predominante nel Grand Orient de France.

* Caratteristiche: è la culla della massoneria "adogmatica" o liberale.

* Ritualità: più razionalista e legata ai valori dell'Illuminismo (Liberté, Égalité, Fraternité). Spesso la Bibbia è sostituita dalla Costituzione o da un libro bianco.

* Focus: molto attento al dibattito sociale e ai diritti civili, meno orientato al misticismo religioso.

4. Rito Egizio (Misraïm e Memphis)

Rappresenta l'anima più esoterica e occulta della massoneria.

* Caratteristiche: si ispira ai misteri dell'antico Egitto e dell'ermetismo rinascimentale.

* Ritualità: estremamente densa di simbolismi magici, astrologici e alchemici. Ha un numero di gradi molto elevato (fino a 95 o 99).

* Focus: la trasformazione spirituale quasi "teurgica" dell'iniziato.

Le differenze rituali spesso segnano il confine tra:

* Massoneria Regolare: (Rito Emulation, RSAA tradizionale) 

richiede la credenza in un Essere Supremo e spesso non ammette donne.

* Massoneria Liberale/Adogmatica: 

(Rito Francese, RSAA progressista). 

Lascia libertà di coscienza sulla fede, accetta atei e può essere mista o femminile.


Qabbalah Ebraica - L’Albero della vita, mappa dei dieci livelli dell’essere.

La Qabbalah, che costituisce la tradizione segreta del misticismo giudaico, cominciò a diffondersi in forma scritta intorno al XII secolo, ma ha origini assai più antiche. A livello speculativo ha raggiunto vette altissime, comunicando vertiginose intuizioni metafisiche attraverso un simbolismo di grande fantastica potenza.  

Fondamentale a questo riguardo è l’importanza del diagramma dell’Albero della Vita, che compendia gli stadi della manifestazione divina e tutte le possibili relazioni fra spirito e materia. L'Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala ebraica. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità (più una DAAT), chiamate Sefirot, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro (più una) nel centro. Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. 

Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, (come aspetti autentici della filosofia) a veri e propri attributi o emanazioni della Divinità. Da un punto di vista teologico tali Sefirot o 'Luci Increate' sono dunque considerate di sostanza increata, ma in qualità di emanazioni non sono vere e proprie ipostasi (come processione dell’emanazione divina) e dunque non possiedono la natura divina. Inoltre, esse, sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ogni individuo, nella vita quotidiana. 

Le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservando la figura, si può notare che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. 

Ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell'abjad ebraico (come alfabeto consonantico e numerologico). 

I tre pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l'Amore (destra), la Forza (sinistra), e la Compassione (centro). Solo la via mediana, chiamata anche "via regale", ha in sé la capacità di unificare gli opposti. 

Senza il pilastro centrale, l'Albero della Vita diventa quello della conoscenza del bene e del male (quello biblico). I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d'opposti presenti nella creazione. 

Come dice la Bibbia, la via che conduce all'Albero è guardata da una coppia di cherubini, due angeli armati di una spada fiammeggiante. Ciò però non significa che la via sia del tutto inaccessibile. Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l'uno un volto maschile e l'altro un volto femminile. Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell'esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza. Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi angeli cessano di essere i "Guardiani della soglia", il cui compito consiste nell'allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare, e diventano invece i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell'Eden.  

Nella massoneria, Bellezza, Forza e Saggezza sono i "Tre Grandi Pilastri" che simboleggiano gli ideali che guidano il cammino iniziatico e la costruzione di un ordine più giusto e armonioso.

Rappresentano i principi che i massoni si sforzano di incarnare per il miglioramento individuale e collettivo, ispirati anche da figure come Salomone, Hiram di Tiro e Hiram Abiff, legati alla costruzione del Tempio di Gerusalemme.

Cosa rappresentano i tre pilastri: 

Bellezza: simboleggia l'armonia, la perfezione e l'elevazione spirituale, che i massoni cercano di promuovere nel mondo contrastando la "bruttezza" e l'oscurità.

Forza: rappresenta la capacità di superare le difficoltà, la determinazione e la resilienza necessarie  per trasformare la "pietra grezza" (la realtà iniziale) in "pietra levigata" 

(il frutto del lavoro e del perfezionamento individuale).

Saggezza: indica la conoscenza, la comprensione profonda e la capacità di discernere, portando a una visione più chiara e olistica.

Significato nel contesto massonico e Guida per il massone

i tre pilastri sono gli ideali che dovrebbero ispirare l'azione e il lavoro del massone nel suo percorso  di perfezionamento morale, spirituale e culturale.

Costruzione del Tempio: simbolicamente, poggiano sull'idea del "Tempio", sia quello interiore di ogni individuo, sia un Tempio universale di giustizia e armonia.

Benessere collettivo: il miglioramento dell'individuo attraverso l'applicazione di questi principi è visto come l'unico mezzo per raggiungere il benessere dell'intera collettività.

Simbolismo nelle Logge: questi pilastri sono presenti in tutti i riti massonici, sebbene possano assumere forme e significati specifici a seconda del rito 

(come il Rito Scozzese Antico e Accettato o il Rito Francese).

Se invece guardiamo al Tempio come uno spazio sacro dove si riuniscono i Liberi Muratori, le Due Colonne alludono all’Uomo, all’iniziato, che lavora incessantemente per affrancarsi dalla materialità, dalla pesantezza saturnina e ciò in quanto parte dell’Universo creato, anche l’uomo possiede, come tutte ciò che appartiene al mondo del divenire, una struttura binaria.

Questa configurazione bipolare deve essere riequilibrata con la Terza Colonna che qui allude a quella scintilla di divino che è presente nell’uomo; sarà per mezzo di questa sua parte divina che l’uomo può giungere al riequilibrio di quelle contraddizioni, di quelle spinte contrastanti che sono a lui connaturate essendo costituito, oltre che di Anima, di Spirito e Materia. 

Mirare al perfezionamento interiore seguendo la via iniziatica tradizionale, vuol dire rinvigorire la nostra parte spirituale ricercando e utilizzando al meglio quella scintilla di divino che è in tutti noi, proprio nella Terza Colonna (sotto la quale inseriamo il Quadro di Loggia) invisibile all’occhio fisico ma ben visibile all’occhio dello Spirito, che si determina l’unione spirituale fra tutti i Fratelli per realizzare insieme quella congiunzione con il Sacro, con il Trascendente, che rappresenta il fine ultimo per cui noi Massoni ci riuniamo. 

Nel sottolineare che Dio esiste perché l’Universo è basato su una Logica e la Logica non può nascere dal caos ma deve essere necessariamente creata da qualcuno e codificata col n.1,6180339… 

Numero PHI o Numero Aureo e ci spinge Verso l’Uno (UniVerso) come ci ricorda Plotino e mi permetto di aggiungere che, a mio modesto avviso, il grande fascino lo vedo più nell’infinitamente piccolo, pensate solo che una qualsiasi particella se esiste può essere divisa e non si potrà mai arrivare alla sua inesistenza, per cui, ogni particella ottenuta da una divisione, sarà sempre infinitamente divisibile, per l’Eternità. 

Noi siamo fatti di: 

1) Corpo = Materialità. 

2) Anima = Coscienza 

3) Spirito = Divino 

E siamo prima Costruttori, poi Cavalieri e infine Sacerdoti. 

Racconto spesso (anche troppo) che tutti gli animali evolvono per esperienza diretta o per avvertimenti di altri, il mammifero di Razza Umana oltre all’evoluzione come gli altri animali, ha quella cosa che chiamiamo associazione di idee e CREA, per lasciare traccia di Se ai posteri. 

Pensate alla Scrittura, all’Arte, alle Invenzioni e, se Dio è in cielo, in Terra e in ogni Luogo, allora basta fermarsi a riflettere davanti a uno specchio e si potrà individuare un microscopico “Led” acceso, il Tocco Divino che è in Noi.

Chiudo con un filo di amarezza e una Luce di Speranza, tentando di ricordare sempre che dobbiamo abbandonare le “Certezze” e coltivare “il DUBBIO”, diffondendo Amore, io ad esempio amo il prossimo mio più di me stesso, perché non mi amo abbastanza e che dovremmo tentare di sviluppare: 

La Conoscenza (Cultura Trasmissibile). 

L’Esperienza (Conoscenza NON trasmissibile). 

La Sensibilità (Un Talento innato). 

La Gnosi (Conoscenza interiore).

Tenendo sempre presente che l’Uomo si paga in Oro & Onori e vale qui la pena di ricordare che i numeri (che ormai tutto il Mondo utilizza) sono nati ed utilizzati in India tra il 400 a.C. e il 400 d.C. per essere poi adottati e diffusi dagli Arabi, risulta pertanto erroneo chiamarli numeri Arabi e, volendo dare un riconoscimento alla diffusione, si ritiene corretto definirli “Numeri Indo-Arabi”. Ancora oggi i numeri Arabi orientali vengono chiamati “Numeri Indiani”.

Ho detto.

Giancarlo Bertollini

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LA TAVOLA DI SMERALDO

Ripropongo il testo della Tavola di smeraldo, compendio della Tradizione Ermetica, attribuita ad Ermete Trismegisto e ritrovata in Egitto prima dell'era cristiana.

La Tavola di Smeraldo, attribuita ad Ermete Trismegisto, è forse il più importante documento della Tradizione Ermetica ed Alchemica. Essa fu trovata in Egitto in epoca alessandrina e la leggenda vuole che fosse scritta in una antichissima lingua sconosciuta. Una sua successiva versione in arabo fu tradotta in latino nel 1250. 

Questo è il testo in italiano:

"Il vero senza menzogna, è certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.

E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento.

Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui.

La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente e con grande industria.

Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te.

È la forza forte di ogni forza, perciò vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo.

Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.

È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il Mondo.

Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato".

La Tradizione Ermetica dice che la Tavola, per rivelare il suo vero significato, dovrebbe essere letta centinaia di volte: essa nasconde due chiavi di lettura: nella prima si legge praticamente tutta la Grande Opera Alchemica il cui fine non è tanto la "fabbricazione" della Petra Filosofale, quanto la trasformazione profonda dell'Operatore. La seconda chiave di lettura indica il cammino spirituale che l'iniziato deve percorrere per raggiungere il Divino che è in se.

L'evoluzione della Materia dell'Universo che giunge all'autocoscienza ed arriva a pensare se stessa non è ancora compiuta: nella Tavola sono racchiusi i passi successivi che l'iniziato deve compiere.  

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