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Nella città del Papa sorge il Museo Italiano della Massoneria. Articolo del 2013, col sentito augurio di vederlo finalmente curato ed aperto in maniera stabile. Un forte abbraccio.

Aprirà al pubblico nel 2013 e ospiterà anche la più grande collezione europea sull'antimassoneria di proprietà dell'obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi.

di GIACOMO GALEAZZI

Fonte Vatican Insider ROMA

A Roma sorgerà il «sancta sanctorum» dei grembiulini e dei compassi. E’ pronta per essere esposta la collezione di documenti e oggetti storici della Gran Loggia d’Italia che entro il 2013 aprirà al pubblico il primo museo italiano della massoneria. Tra le acquisizioni più preziose, uno dei primi decreti massonici intestato ad una donna e firmato da Giuseppe Garibaldi che nel 1867 a Pisa elevò al grado di Maestro Libero Muratore «la Sorella Luigia Candia, di soli 27 anni».

Il lavoro di catalogazione e organizzazione iniziato nel 2007 ha consentito di studiare e riportare alla luce centinaia di documenti e di oggetti di grande valore storico e archivistico che con l’apertura del Museo di Palazzo Vitelleschi saranno messi a disposizioni di studiosi e storici e di quanti vorranno scoprire e conoscere in maniera approfondita passato e presente della Massoneria Italiana. 

Tra i documenti catalogati, ci sono i ritratti di Giuseppe Mazzini autografi del periodo londinese e in età giovanile; il testo del Canto di guerra di Goffredo Mameli con note musicali inviato da Mazzini a Giuseppe Verdi; documenti del 1852 con firme autografe di Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Mattia Montecchi; le Lettere di Giovanni Giolitti (1907) per la commemorazione in Campidoglio di Giosuè Carducci; manifesti, decreti e notifiche riferibili alla Repubblica Romana 1849; lettere manoscritte di Albert Pike (1883) e Timoteo Riboli, amico e medico personale di Garibaldi; Editti antimassonici dei Savoia, Bolle e Regi Decreti antimassonici di Napoleone; paramenti di Loggia appartenuti a Ernesto Nathan, Gran Maestro e Sindaco di Roma insieme a Riviste originali di inizio '900 con articoli e vignette satiriche contro la massoneria. 

Tra gli oggetti più recenti, il giuramento massonico di Ugo Pratt, iniziato a Venezia nel 1976 insieme alla spada di Venerabile e ai suoi paramenti di Loggia. Diversi anche gli editti papali contro la massoneria; le Lettere Apostoliche di Papa Pio VII con le quali si condanna la società detta de’carbonari. Roma MDCCXXL, o quella di Leone XIII (1884). Sono 42 volumi contenenti 20414 "schede" di affiliati della Serenissima Gran Loggia d'Italia tra il 1916 e il 1925. Nell'insieme si tratta di materiale di notevole interesse per la storia della Gran Loggia d'Italia e della Massoneria italiana in particolare tra la Grande Guerra e l'avvento del regime del partito unico, sia per storia sociale e civile del Paese. Dai registri matricola si possono trarre alcune considerazioni. In primo luogo emerge che negli anni in questione la massoneria ebbe una vitalità straordinaria e balza evidente la forte compenetrazione tra la Massoneria e lo Stato;

In Loggia infatti affluiscono militari delle diverse Armi (Esercito, Marina, Guardia di Finanza, aviatori) anche di grado molto elevato; Magistrati e Prefetti, come Angelo Annaratone, prefetto di fiducia di Giovanni Giolitti); politici; scrittori e giornalisti; imprenditori, banchieri, dirigenti d'industria; apparati pubblici dello Stato e del parastato; professioni liberali; docenti e studenti universitari.

Ne emerge che negli anni documentati dai registri Matricola la Massoneria, e specialmente la Gran Loggia, era espressione della società civile. Essa risulta molto diffusa e radicata nelle regioni all'avanguardia nell'industrializzazione (Lombardia, Piemonte e Liguria) come anche nel Mezzogiorno (dalla Sicilia a Calabria e Campania) e nella Capitale.

Inoltre, le iniziazioni si moltiplicano alla vigilia e dopo l'avvento del governo Mussolini (settembre- dicembre 1922) e non diminuiscono affatto nel 1923 dopo i primi annunci di incompatibilità tra iscrizione al Partito nazionale fascista e affiliazione massonica (1923) ma anzi, registrano un significativo incremento nella primavera del 1924 segnato dalle elezioni politiche generali, poi dal rapimento e assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti e continuano anche nella prima metà del 1925, quando ormai incombevano sia la legge sull'appartenenza dei pubblici impiegati ad associazioni che comportò l'autoscioglimento delle Organizzazioni massoniche, sia assalti alle logge con dispersione di arredi e documenti. 

Tra i nomi illustri che si trovano nei Registri-matricola, quelli di Curzio Malaparte, (Curzio Suckert) che raggiunge il 33° grado il 28 maggio 1924; Italo Balbo; il Generale Giovanni Ameglio; Michele Terzaghi; il maresciallo d'Italia Ugo Cavallero; l'ammiraglio Luigi Mascherpa; il sindacalista Edmondo Rossoni, che ottiene il grado scozzesista supremo nel marzo 1924 e poi ancora Vittorio Valletta, stratega dalla Fiat insieme a nomi illustri del mondo della cultura e dello spettacolo quali Antonio de Curtis, in arte Totò, Gino Cervi e Paolo Stoppa.

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CENTOQUINDICI ANNI FRA SQUADRA E COMPASSO.

Era il 21 marzo del 1910 quando Saverio Fera, nel corso di un'Assemblea Costituente, proclamo' la fondazione dell'Ordine e fu eletto come primo Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia


Centoquindici anni sono passati e per celebrare l'importante ricorrenza del Centenario (nel 2010) e ricordare tutti gli avvenimenti che contribuirono a far crescere, tra alterne vicende, la Comunione massonica, la cui storia e' strettamente intrecciata con quella d'Italia, organizzò, con grande successo, il 21 marzo del 2010 a Montesilvano (Pescara), col professor Aldo Alessandro Mola, storico e attento conoscitore delle tematiche massoniche, coadiuvato da altri importanti studiosi, di fama nazionale e internazionale, il convegno: 

 'Cento anni fra Squadra e Compasso 

La Gran Loggia d'Italia dall'eta' giolittiana 

all'era della globalizzazione'. 

Un secolo di vita e di storia, un secolo durante il quale la massoneria in generale, e la Gran Loggia in particolare - spiega una nota - hanno vissuto momenti di grande entusiasmo alternati a periodi di estrema difficolta'. Dalla ferma condanna subita da parte del fascismo alla rinascita nel secondo dopoguerra, la Gran Loggia festeggiò il suo centenario, con piu' di 8 mila iscritti e sedi dislocate in tutta Italia e in diverse parti del mondo, in onore al suo credo di 'universalita''. 

'Un compleanno cosi' importante và festeggiato con un evento solenne, con un momento di festa, di studio, di riflessione - spiegò l'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti - e soprattutto con un'occasione che ci permetta, ripercorrendo la nostra storia e soffermandoci sull'oggi, di immaginare quale potra' essere il domani della Gran Loggia'

Ad aprire i lavori il Gran Maestro, che introdusse gli obiettivi e i contenuti del convegno, uno degli appuntamenti piu' attesi per la Gran Loggia d'Italia. 

Sede del congresso il Serena Majestic Hotel Residence. 

L'evento venne organizzato dalla delegazione della Regione Abruzzo della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori - Massoneria Universale di Rito Scozzese Antico e Accettato - Obbedienza di piazza del Gesu' Palazzo Vitelleschi - Roma. 

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I DIRITTI UMANI !

MARIA DERAISMES (1828 - 1894)
Giornalista attiva nel campo politico, sostiene la parità dei diritti civili ed il voto elettorale per le donne, l'introduzione di una scuola laica e - fatto nuovo in quell'epoca - la protezione legale dell'infanzia. Acquista notorietà anche per le sue doti oratorie. Auspica l'uguaglianza femminile, diffusa e riconosciuta dalle leggi. Il suo movimento di opinione si diffonde al punto che alcune Logge massoniche francesi lo sostengono pubblicamente.












GEORGES MARTIN (1844 - 1916)
Senatore e Consigliere alla Municipalità di Parigi, Georges Martin è assertore antesignano del ruolo che le donne rivestono nella società. Personaggio di azione, giovanissimo aveva combattuto con Garibaldi per l'Unità d'Italia nel 1866 nel Trentino. Iniziato alla Massoneria a Parigi nel 1879, è tra i fondatori della Gran Loggia Simbolica "Scozzese", fra i primi a sostenere iniziazioni femminili.
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Giuseppe Garibaldi Libero Muratore - 1807 - 1882

Giuseppe Garibaldi viene affiliato con il nome Giovanni Borel alla Giovane Italia nell’anno 1832 all’età di 25 anni in una locanda di Taganrog sul Mar d’Azov; suo padrino è Giambattista Cuneo detto il Credente.

Nel Luglio del 1833 a Marsiglia conosce finalmente Giuseppe Mazzini. 

        Nel 1844 viene iniziato Apprendista Libero Muratore in Montevideo capitale dell’Uruguay, presso una Loggia “Rifugio o Asilo de La Vertud” all’Obbedienza del Grand’Oriente del Brasile. Questa formazione è considerata irregolare dalla Gran Loggia d’Inghilterra e viene indicata come Loggia selvaggia ed itinerante probabilmente in Rio Grande (Brasile), anche se la Loggia ha la sua residenza in Montevideo, dove pare che esista ancora la documentazione della iniziazione.
        Il 24 o il 28 Agosto dello stesso anno viene regolarizzato dalla Loggia “Les Amis de la Patrie” di Montevideo all’Obbedienza del Grande Oriente di Francia, che è in stretti rapporti con la Gran Loggia d’Inghilterra.
Agli inizi del 1847 il generale Paz, fratello libero muratore, gli affida a nome del governo il comando di tutte le forze militari dell’Uruguay.
        Il 13 Marzo 1848 con una nobilissima lettera indirizzata al Fr. Adolphe Vaillant, saluta i suoi compagni di Loggia e di lotta e torna in Italia richiedendo anche il rilascio del certificato di Apprendista Libero Muratore. 

        Nel 1849 Garibaldi accorre a Roma in difesa della Repubblica ed incontra fra gli altri il Fr. Gustavo Modena, che ha già conosciuto a Marsiglia fra gli anni 1833 e 1835. 

        Nella Città Eterna, sono arrivati da ogni parte d’Italia carbonari, affiliati alla Giovane Italia e Fratelli di ogni ordine e grado. 

                Dopo la caduta della Repubblica Romana, Garibaldi riprende contatto con la Massoneria nel 1850, a Staten Island (New York), tramite il libero muratore italiano Antonio Meucci, nella cui fabbrica di candele trova ospitalità e lavoro per alcuni mesi. Anzi più ospitalità fraterna che lavoro, dato che l’ospite gli versa il salario, anche quando l’esule non lavora. Qui prende parte attiva ai lavori di diverse Officine. 
Frequenta altresì la R.L. “Tompkins” di Stapleton (Stato di New York).

Il Fr. Giuseppe Garibaldi 33°

        Nel 1854 ha molti e proficui incontri con gli affiliati di varie Officine Londinesi, fra cui la Loggia “PHILADELPHES” di Londra, che raccolgono molti esuli europei, tutti esponenti della democrazia e del “libero pensiero”. Garibaldi frequentando questi fratelli si convince della necessità di collaborare con tutti i massoni in genere e con i moderati in particolare per la realizzazione del “Programma Italiano”.
        Ed è il fratello Felice Foresti a combinare l’incontro tra Garibaldi e Camillo Cavour, Gran Maestro “in pectore” della risorgente Massoneria Italiana, con il presidente della Società Nazionale Giorgio Pallavicino Trivulzio, carbonaro e Massone a sua volta e con Costantino NIGRA, cui il Grande Oriente Italiano ha affidato la carica di Gran Maestro. 

        Solo nel 1860, dopo 16 anni e dopo lo sbarco di Marsala, Garibaldi ottiene finalmente il grado di Maestro, che lo pone in condizione idonea a coltivare rapporti con numerose officine massoniche sorte in tutta Italia. 
        Circa lo sbarco a Marsala avvenuto l’11 maggio del 1860, c’è da notare molte favorevoli e strane congiunture che favoriscono l’impresa. Due vascelli della Marina Inglese, l’Argus e l’Intrepid manovrano nel porto di Marsala per interporsi tra le navi di Garibaldi, che sta sbarcando insieme ai Mille, e le corvette napoletane che lo hanno inseguito.
        Le navi a vapore Lombardo e Piemonte, usate per trasportare i volontari in Sicilia appartengono alla Compagnia di Navigazione Rubattino e sono messe a disposizione dal Procuratore della Compagnia Giovanbattista Fauché, Massone. 
(Anche se i proprietari della Compagnia non sono proprio d’accordo). 

        Il comandante inglese dell’Intrepid risponde ad una richiesta dei napoletani circa la presenza di marinai inglesi a terra, che ve ne sono diversi, mescolati ai Garibaldini che stanno prendendo terra e che quindi si guardino bene dall’aprire il fuoco.
        La mattina del giorno dopo lo sbarco, il Console Inglese Collins si affianca cavalcando ai volontari in marcia e va a salutare calorosamente e fraternamente Garibaldi. 

        Qualche giorno prima, ed esattamente il 9 maggio 1860, tre giorni dopo la partenza di Garibaldi da Quarto, un telegramma dell’agenzia Reuter di Marsiglia, trasmesso al “The Glasgow Herald”, comunica la partenza di Garibaldi con i suoi volontari ed aggiunge che questi, prima dell’imbarco, ha acquistato oro per tre milioni di franchi presso la Banca San Giorgio di Genova.
        Proprio a Glasgow è sorto da tempo il “The Garibaldi Italian Found”, i cui membri occupano posizioni elevate nella Gran Loggia di Scozia. Ed è questo gruppo di massoni che raccoglie fra i fratelli scozzesi, quella notevole somma che, trasformata in oro, sarà molto utile durante tutta la spedizione.
        A Milano, (da un documento del 24 gennaio 1860), si raccolgono offerte destinate all'acquisto di fucili per la spedizione per un totale di £ 70.226,85. Tale somma viene raccolta in special modo fra i commercianti milanesi, i quali possono ben sostenere che i fucili di Giuseppe Garibaldi sono stati pagati dalla Città di Milano.
        Da notare che Cavour ha fatto pervenire a Garibaldi prima della partenza la somma di Lire italiane 20.000 e la possibilità non documentata di approvvigionarsi di armi  e munizioni a Talamone. 
(sembra solo 30 fucili a pietra focaia e qualche barile di polvere da sparo).
        
        Il 26 maggio Garibaldi incontra a Misilmeri, in una vigna pochi passi fuori del paese, tre fratelli liberi muratori ufficiali della Marina Inglese, che sbarcano appositamente per andare a salutarlo e consuma con loro una frugale colazione a base di pane, cacio, vino, fichi secchi, lamponi, fave e caffè.
        Il 6 giugno il Generale Lanza firma la resa per sé e per i 25.000 uomini che presidiano Palermo; promotore e negoziatore è l’Ammiraglio inglese Mundy, il quale mette a disposizione la sua nave come luogo per le trattative. 

        Il 19 agosto a sorvegliare lo Stretto di Messina sono due navi borboniche: l’Aquila e il Fulminante. Garibaldi, che deve attraversare lo Stretto con i volontari, fa avanzare verso la costa calabrese le sue due navi da trasporto:
il Franklin (che porta il nome augurale del fratello libero muratore Beniamino) ed il Torino (di proprietà di V. FLORIO).

I comandanti borbonici, nonostante la posizione favorevolissima, non danno l’ordine di aprire il fuoco contro i Garibaldini. 

        E’ fuor di dubbio che molti fra i personaggi inglesi e napoletani che si vengono a trovare sulla strada di Garibaldi appartengono a Logge Massoniche e ciò favorisce in modo abbastanza determinante l’impresa. 

La prima Costituente Massonica tenuta a Torino dal 27 al 31 dicembre 1861 proclama Garibaldi “Primo Libero Muratore d’Italia” e decreta di offrirgli una Medaglia d’oro massiccio.
        Nel 1862 a Torino viene elevato al 33° ed ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato da parte del Fratello Francesco Crispi che gli conferisce i gradi dal 4° al 33° 
(1- 8 marzo 1862).
                
        Sempre nel 1862, in Palermo, su proposta di Garibaldi vengono iniziati, probabilmente nella Loggia “RIGENERATORI”:

·     Il figlio primogenito MENOTTI (1 luglio 1862)
·     Il Generale Giuseppe SIRTORI, Capo di Stato Maggiore dei Mille    (3 luglio 1862)
·     I Colonnelli:
-      Guglielmo CENNI
-      Giovanni CHIASSO
-      Giacinto BRUZZESI (cognato di Adriano Lemmi)
·     L’ufficiale Domenico CARIOLATO
·     Il medico della Legione Garibaldina Pietro RIPARI
·     l’eroe Garibaldino Francesco NULLO
·     il comandante della cavalleria garibaldina Giuseppe MISSORI
·     il patriota Giuseppe GUERZONI
·     il sacerdote Luigi GUSMAROLI
·     il segretario Giovanni BASSO
·     il biografo Enrico GUASTALLA

tutti facenti parte della spedizione dei Mille. Nello stesso anno riceve lettere dalla Loggia Concordia di Trapani, dalla Loggia Nazaret di Messina e dalla Loggia Avvenire di Caltanisetta che assicurano l’avvenuta raccolta di fondi per finanziare la liberazione di Venezia e di Roma.

Per Garibaldi la Fratellanza Massonica non significa né scristianizzazione (ha fatto battezzare con rito cattolico i figli avuti da Anita) né incompatibilità coi “Veri Sacerdoti”; tanto meno Massoneria significa irreligiosità, dato che il Fratello Garibaldi, spedendo in continuazione messaggi  ai Fratelli della Comunione Italiana, ha cura di intestarli di suo pugno Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”.
        Per lui la Libera Muratoria è invece il luogo di incontro tra uomini di tutte le razze, religioni ed opinioni politiche, accomunati dalla volontà di progresso civile.

        Garibaldi è convinto che il vero progresso nasca dalla reciproca tolleranza tra componenti originariamente divaricate e ostili: e poiché la Massoneria è scuola di tolleranza, egli ne pratica e ne segue i riti. 

        Dalla lettura di alcune lettere di Giuseppe Garibaldi indirizzate al suo amico fraterno John McAdam, scozzese, si apprende che costui, nell’agosto del 1863, ha raccolto e versato in Torino, nelle mani di Adriano Lemmi, cassiere della Massoneria, cospicue somme da destinarsi all’acquisto di fucili e munizioni per l’armamento dei volontari, che saranno impegnati fra non molto per liberare Venezia dagli Austriaci. John McAdam fa battezzare i suoi due figli con i nomi di Menotti Garibaldi e Joseph Mazzini

Nello stesso anno arriva a Garibaldi da Buenos Aires un diploma 
di “Venerabile Onorario” da parte di una Loggia di quell'Oriente

        Garibaldi nel 1864 compie un  trionfale viaggio a Londra, ove gode larghe simpatie fra i Fratelli inglesi, i quali il 26 aprile, in una tornata eccezionale gli offrono in dono una magnifica Bibbia. Qui viene probabilmente affiliato  alla Loggia “The Philadelphians”. Naturalmente si reca a salutare e ringraziare l’amico John McAdam per gli aiuti inviati a favore della causa irredentistica del Veneto e costui, a nome dei Fratelli Scozzesi, gli dona un bastone  di gran pregio (opera degli operai di Glasgow). 

        La Costituente Massonica Italiana di Firenze del maggio 1864 elegge Garibaldi Gran Maestro, con 45 voti a suo favore su 50 Maestri Venerabili presenti. Nel 1862 era stato nominato Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Palermo “ad vitam”. 

Il Fr. Giuseppe Garibaldi 33°
        
        Ne nasce una lunga disputa tra Grande Oriente e Supremo Consiglio di Palermo, ciascuno dei quali esige che Garibaldi opti per l’una o l’altra Istituzione. Ma l’8 agosto egli rassegna le dimissioni da Gran Maestro, adducendo  “lo stato non buono della salute”. In realtà ritiene che la sua presenza al vertice della Massoneria ritardi, anziché favorire, lo sviluppo della Libera Muratoria in Italia.
Dal di fuori egli continua tuttavia ad operare nell’interesse dell’Istituzione, conservando però la carica di Gran Maestro Onorario “ad vitam”.
       Da una lettera di Giuseppe Mazzini al Fratello Federico Campanella si sa che il fondatore della Giovane Italia è disposto ad accettare l’elezione a Gran Maestro della Comunione Italiana nell’eventualità che Giuseppe Garibaldi si dimetta.
        
Nel 1864 Garibaldi raccomanda la creazione di Logge Femminili 
(irregolari secondo la tradizione Massonica conservatrice) 
“al fine di vieppiù facilitare i nostri lavori” e, nel 1867, 
comincia a conferire diplomi onorari di Maestro a mogli di Massoni. 

Lo stesso anno esorta da Firenze il Supremo Consiglio di Palermo, in vista della grande Assemblea di Napoli, a formare in Massoneria “quel Fascio Romano che ad onta di tanti sforzi non si è potuto ancora ottenere in politica”. 

        Poco prima ha scritto: 
“come non abbiamo ancora Patria perché non abbiamo Roma, 
così non abbiamo Massoneria perché divisi. 
Io sono del parere che l’unità Massonica trarrà a se l’unità politica d’Italia”.

        Nel 1867 (20 luglio) fa iniziare la figlia Teresita presso una Loggia Massonica, presentandola egli stesso e contatta, forse tramite il figlio Ricciotti, due Logge di Venezia, “Daniele Manin” e “Abramo Lincoln”, mediante il Venerabile della seconda Luigi FRANZOI, per reperire fondi da destinare alla causa romana.
        Nello stesso anno i massoni Timoteo RIBOLI e Charles Silvain, alto dignitario dello scozzesismo francese, raccolgono fondi per la pubblicazione del romanzo storico “I MILLE” e per la sua traduzione in lingua francese.
        Nel 1869 aderisce, con Victor Hugo, all’Anticoncilio di Napoli, organizzato dai progressisti e dai democratici in funzione antipapale e antitradizionalista ed in una sua missiva inviata all’Anticoncilio definisce il Papa di allora un metro cubo di letame. La stessa Costituente Massonica di Napoli (1867) gli conferisce la nomina a Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia.
        Tra il 1869 e il 1871 intrattiene una fitta corrispondenza con il Fratello Nicola Guerrazzi di Grosseto, Maestro Venerabile della R.L. “Ombrone” e tra le altre cose afferma: “…combattere i preti è il dovere di ogni uomo onesto: sono quindi con Voi e con la Vostra Nuova Loggia…” ed invia spesso i suoi cari saluti  “…ai miei Fratelli di Maremma…”.

Nel 1871, respingendo il programma comunistico dell’Internazionale Marxista, Garibaldi propone l’Internazionale Massonica.

        Si batte in questi anni, anche in nome della Massoneria, per promuovere organismi di arbitrato internazionale al fine di scongiurare il ricorso alle guerre.
        Promuove la lotta per il suffragio universale, per l’emancipazione femminile e per la diffusione dell’istruzione obbligatoria laica e gratuita. 

Diffonde l’idea e la pratica della cremazione in linea col movimento Massonico. 
Fonda la Protezione ANIMALI. 

        Egli viene anche chiamato in quegli anni il “Gran Maestro dell’Umanità” ed il “Primo Massone del Mondo” .
        Nel 1872, infine, propone che la Massoneria si adegui ai tempi presenti e stringa in Italia in una sola istituzione tutte le associazioni che tendono al bene. 

        Egli dice testualmente: 
“ Stringiamo in un unico fascio Massoneria, Società Operaie, Società Democratiche, Razionalisti, Mutuo Soccorso etc, etc, perché tutti hanno la stessa tendenza al bene”.

        Nel 1881, viene elevato al grado 97° (Gran Ierofante) del rito riformato di Memphis e Misraim: culmine di una piramide poggiata sui massi ben squadrati della Loggia londinese “Philadelphians”.
        Nel 1882 alla morte del Generale, il ramo siciliano del Rito in questione si assonna in segno di lutto. 

         Nel suo testamento redatto intorno al 1878 lascia scritto, secondo il costume caro ai Massoni Italiani dell’800 che il suo corpo sia cremato e detta precise disposizioni per la cerimonia da tenersi nell’isola di Caprera.
       In una piccola valletta “…si formerà una catasta di legna di due metri con legna di agaccio, lentisco, mirto, ed altra legna aromatica. Sulla catasta si poserà un feretro di ferro e su questo la bara scoperta…la mia salma vestirà la camicia rossa, la testa verso tramontana con il volto scoperto…l’urna contenente le mie ceneri sarà deposta accanto alle salme dei miei cari…”.
        Per urna sceglie una bottiglia di cristallo, ma le sue volontà non vengono rispettate

        Qualche tempo prima di morire scrive in una delle sue ultime lettere: 
“Io reputo i Massoni una eletta porzione del popolo italiano e dichiaro di appartenere ad una sola Massoneria Umanitaria…”. 

Il Fratello Giosuè Carducci nell’orazione funebre tenuta in Bologna al teatro Brunetti due giorni dopo la morte di Giuseppe Garibaldi, lo chiama 
“Il Cavaliere di Umanità”.

Il messaggio umano di Giuseppe Garibaldi, trasmesso alle future generazioni attraverso la continuità dell’Istituzione più Universale del Mondo dice testualmente : 

“ La Massoneria dovrà portare avanti l’Umanità. La pratica continua dei suoi sacri principi deve condurre le Nazioni del Mondo ad un unico legame fraterno ”. 

Giuseppe Garibaldi 1807-1882

                                                      𝜸 Fr. Enrico SANTORO (

Nota:
Un ringraziamento particolarmente affettuoso 
al Fr. Giancarlo BERTOLLINI della R. L.Giuseppe PAPINI” N° 1396 - OR. di ROMA, per  la preziosa, paziente e fattiva collaborazione.


CIBI E BEVANDE PREDILETTI DA GIUSEPPE GARIBALDI
  
BACCALA’, STOCCAFISSO, OLIO D’OLIVA, ACCIUGHE, PINOLI E OLIVE.
FAVE, PATATE E POMODORI.
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ARANCE, LAMPONI E FICHI SECCHI.
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 Vie, Viali, Piazze, Ponti, Etc, intitolati a Giuseppe Garibaldi
in Italia e nel Mondo - Monumenti - Navi - Lapidi
Aeroporti - Alberghi - Miniere - Ristoranti - Tunnel Vini e Marche Commerciali.
  
·             Logge intitolate a G. Garibaldi in tutto il mondo ed in particolare :

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                     (ed in tutti gli U.S.A.).
·   Parigi, Nizza e tutta la Francia.
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·   Molte Città Italiane.

             Logge con nomi particolari :

·   I Figli di Garibaldi - (NA).
·   La Guida di Garibaldi.
·   Mentana - (SR).
·   Annita (Sic) - (PA).
·   Luce di Caprera.
·   Caprera.
·   Eroe dei due mondi.
·   Leone di Caprera.
·   Isola di Caprera - (CA).

BIBLIOGRAFIA
  
·     A. M. Cadel:  Logge Massoniche 1860/1880. 
·     A.Maria Cadel: (Mantova - 1984).
.     Documenti sulla presenza di Garibaldi in Veneto (L.U.E. Venezia - 1983).
·     M. Moramarco: Nuova Enciclopedia Massonica. C. Patrucco.  

Documenti su Garibaldi e la Massoneria (AL - 1914). 

·     Enciclopedia Treccani.
·     Enciclopedia Rizzoli-Larousse.
·     I. Montanelli: Garibaldi ………………........ (Rizzoli - MI - 1969).
·     Rassegna Storica del Risorgimento ……….. (RM - 1934).
·     Rivista Storia Illustrata - 1962.
·     Epistolario di Giuseppe Garibaldi ………….(RM - 1975).
·     A.A. Mola :  Garibaldi Vivo ……………...... (MI - 1982).
·     A. A. Mola:  Storia della Massoneria Italiana (Bompiani MI - 1992).
·     Archivio Storico della Camera di Commercio di Milano.
·     A. Sbardellati:  Il Fratello G. Garibaldi (EDIMAI - RM -1993).
·     Fulvio Conti:  Storia della Massoneria Italiana (Il Mulino - BO - 2003).

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