L'UTOPIA DI TOMMASO CAMPANELLA

Tommaso Campanella (nato Giovan Domenico Campanella; Stilo, 5 settembre 1568 – Parigi, 21 maggio 1639) è stato un filosofo, teologo, poeta e frate domenicano italiano, tra i più importanti pensatori del tardo Rinascimento. È celebre per la sua visione utopica della società e per aver trascorso circa 27 anni in prigione a causa delle sue idee filosofiche e politiche, considerate eretiche o sovversive dall'Inquisizione e dal governo spagnolo.
Il Pensiero Filosofico
La filosofia di Campanella fonde naturalismo, metafisica e profezia religiosa:
  • Naturalismo Telesiano: Influenzato da Bernardino Telesio, sosteneva che la natura dovesse essere studiata attraverso i propri principi (caldo, freddo e materia) e che ogni ente fosse dotato di sensibilità.
  • Le tre Primalità: Nella sua metafisica, l'essere è strutturato su tre essenze primarie: PotenzaSapienza e Amore.
  • Religione e Politica: Auspicava una riforma universale per unire l'umanità in un'unica comunità politica e religiosa (monarchia messianica), identificando il cristianesimo come una "religione naturale" razionalmente valida.
La Città del Sole (1602)
È la sua opera più famosa, scritta durante la lunga detenzione a Napoli. Si tratta di un dialogo utopico tra un Cavaliere di Malta e un ammiraglio genovese che descrive una società ideale situata su un'isola dell'Oceano Indiano:
  • Governo: La città è retta dal Metafisico (o Sole), un re-sacerdote assistito da tre ministri (Pon, Sin e Mor) che corrispondono alle tre primalità.
  • Organizzazione Sociale: Vige la comunione dei beni e delle donne; non esiste proprietà privata e ogni aspetto della vita (educazione, lavoro, procreazione) è regolato per il bene comune.
  • Educazione: Le mura della città sono istoriate con immagini di tutte le scienze e arti, permettendo ai cittadini di imparare visivamente fin da bambini.
Eventi Chiave della Vita
  1. Ingresso nell'ordine: Entrò tra i domenicani a 15 anni per poter studiare.
  2. La Congiura di Calabria (1599): Organizzò una ribellione contro il dominio spagnolo per instaurare il suo modello di stato ideale. Scoperto, sfuggì alla condanna a morte simulando la pazzia.
  3. Prigionia e Liberazione: Rimase in carcere fino al 1626. Dopo la liberazione, per timore di nuove persecuzioni, si rifugiò a Parigi nel 1634 sotto la protezione del cardinale Richelieu e di Luigi XIII.
Per approfondimenti critici e testi digitalizzati, è possibile consultare l'Archivio Tommaso Campanella del CNR o le risorse di Liber Liber.

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