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Gli Egizi: Cultura e Religioni

Dei egizi: nomi e funzioni delle divinità egizie

Fonte: getty-images

Gli antichi Egizi hanno dato vita, così come tutte le altre civiltà, prima e dopo di loro, che si sono trovate davanti al mistero della morte e della vita, a una religione. Nella fattispecie, la religione politeista degli antichi egizi ha un pantheon – ovvero un insieme di divinità – molto ricco e variegato.

Pur nascendo da una cultura molto identitaria e molto caratteristica, la religione egizia presenta alcune similitudini con le altre religioni coeve, ma si distingue sotto molti altri punti di vista. Ecco un excursus il più possibile completo sulle divinità di questa religione, la loro storia e la loro “funzione” a livello religioso, nella speranza di aiutarvi a fare luce sul mistero di questo culto ancora oggi tra i più affascinanti.

Due parole sulla religione Egizia

La religione egizia racchiude l’insieme delle credenze religiose e dei rituali del popolo egizio, tratteggiando in maniera molto precisa il loro concetto di sacro. Come accade nella maggior parte dei culti politeisti, anche qui alcuni dei, in base al periodo storico, risultano più importanti di altri.

Tra gli elementi peculiari di questo culto, che si differenzia per alcuni concetti base anche dalle altre religioni del bacino mediterraneo, è l’adorazione degli animali. Insomma, una religione zoolatrica, non dissimile da alcuni tratti della moderna religione induista.

Non solo: molte divinità egizie presentano tratti zoomorfi che vedremo più avanti. Solo con l’avanzare del periodo dinastico la religione egizia ha cominciato a evolversi verso uno sviluppo più antropomorfico della nozione di dio, ma non per questo la religione manca di elementi totemici. Seppur gli dei, col tempo, cominciarono ad assumere tratti sempre più umani, il culto dell’animale rimase sempre, poiché considerati in qualche modo manifestazioni della divinità.

Anubi, il dio dell’oltretomba

Quarto figlio di Ra, generato con Hesat, Anubi è il dio dalla forma di sciacallo che può essere chiamato anche Imy-ut, ovvero l’imbalsamatore. È stato il dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e custode del mondo dei morti. Gli imbalsamatori che si occupavano di preparare i morti per la sepoltura erano anche i suoi sacerdoti.

Lo si può vedere raffigurato nella sua forma di sciacallo, o di uomo con la testa d’animale.

Il suo compito è quello di accompagnare l’anima del defunto davanti al tribunale supremo degli dei, così come narrato dal “Libro dei Morti”, illuminandogli il cammino. Prendeva parte anche alla “Sala delle due verità”, e insieme a Thot pesava il cuore del defunto, misurandolo con una piuma. Solo chi aveva il cuore più leggero di una piuma non era condannato.

Osiride, dio dell’agricoltura

Osiride è figlio di Geb e Nut, e regna al fianco della sua sorella, e anche sposa, Iside. È considerato il “re divenuto dio”, ma anche il “re morto della natura”. Ogni anno, nel periodo delle esondazioni del Nilo, Osiride muore e rinasce a primavera, dopo aver soggiornato sottoterra, sotto forma di grano seminato.

Iside, dea della fertilità

Nella mitologia egizia, Iside è la dea della fertilità e della maternità che ricalca tante altre figure dei pantheon mediterranei, ma con alcune uniche peculiarità. Molto spesso Iside veniva raffigurata con un aspetto umano, femminile, e lunghe corna bovine.

È una versione egizia di “Demetra”, ovvero la dea greca della terra, almeno secondo Erodoto.

Seth, dio della violenza

Tra le divinità più antiche, Seth è stato dio del deserto, della siccità, delle bufere, della distruzione provocata dalla natura, del caos, della guerra e in generale della violenza. Insomma, la sua figura rappresentava tutto quello che poteva mettere a soqquadro la vita degli esseri umani.

La sua identità era anche una rappresentazione del bisogno dell’umanità, oltre alla religione, di una figura che si contrapponesse ad essa.

Seth viene spesso raffigurato sulla prua della barca solare di Ra, intento a uccidere il mostro Apopi (un grande serpente acquatico).

Bastet, dea della casa, dei gatti e delle donne

Divinità egizia della fertilità, delle nascite e dei gatti, questa donna con la testa di un felino era deputata a proteggere e preservare. È stata una delle figure più amate dai devoti.

Il suo nome era spesso associato ai vasi di unguenti dove venivano conservati unguenti e profumi. Era lei a cui ci si rivolgeva quando in casa c’era un’epidemia, o una malattia contagiosa, per cercare protezione.

Hathor, dea della bellezza

Hathor è la dea egizia della maternità e della bellezza, amata da faraoni e ceti inferiori. Era lei ad accogliere le anime nell’aldilà.

Era anche adorata come dea della danza, delle terre straniere ed era la guardiana protettrice delle partorienti. Il Nilo, così come le miniere, erano poste sotto la protezione di Hathor.

Maat, dea della giustizia

Maat era la dea che incarnava gli ideali di ordine, armonia, equilibrio, verità, legge e regole, ma anche della moralità. La sua raffigurazione è femminile, con una piuma intesta, ed era responsabile della disposizione delle costellazioni e delle stagioni.

Il suo ruolo primario nella religione egizia era anche quello di pesare le anime (o il cuore) dei defunti: era proprio la sua piuma a determinare se l’anima avrebbe raggiunto l’aldilà o meno.

Oltre alla distruzione, il suo compito era anche quello di guarigione. Era la dea patrona dei medici, e i suoi sacerdoti erano chiamati a curare le malattie più difficili.

Sekhmet, divinità della guerra, delle epidemie e delle guarigioni

Questa divinità dell’antico Egitto era deputata alla guerra, ma anche alle epidemie e alle guarigioni. Una donna con il volto di leonessa, feroce, distruttiva, ma anche protettrice dei faraoni.

Thot, dio della sapienza, della scrittura e della magia

Thot era il dio del tempo, della matematica, della geometria, degli scribi e di tutto quello che era definito conoscenza. Un uomo con la testa di ibis o, in alcuni casi, con la testa di babbuino.

Insieme a Osiride, era una delle divinità che giudicava le anime dei defunti.

Amon-Ra, il dio del sole

Adorato in moltissime località dell’Egitto, Amon, detto anche Ra, regnava sugli uomini e sugli Dei. È una commistione tra Amon e Ra, due divinità inizialmente separate, che tuttavia nel tardo periodo egizio si sono fuse in un’unica entità che ha reso la religione egizia quasi monoteista.

Ricerche di Giancarlo Bertollini

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I SUMERI !

La Civiltà dei Sumeri o civiltà sumerica (anche se i più li conoscono come sumeri) è una civiltà antica che si è sviluppata nell'area della Mesopotamia intorno al 4500 a.C. Insieme alla civiltà dell’Antico Egitto è una delle prime civiltà umane di cui siamo a conoscenza.
LE 6 DOMANDE CHIAVE PER TENTARE DI CAPIRE L’ARGOMENTO.
   • Chi: Civiltà dei Sumeri (o Sumeri).
   • Cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia. 
   • Come: ancora non si è trovata una spiegazione credibile sulla loro origine. 
   • Dove: la loro civiltà si sviluppò in Mesopotamia, l’area fertile compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate.
   • Quando: dal 4500 a.C.
   • Perché: i fiumi garantivano l’acqua necessaria per le irrigazioni e un suolo fertile da coltivare; inoltre, facilitavano gli scambi e i trasporti di merci.

BREVE STORIA DEI SUMERI.
Gli storici non sono sicuri di come i Sumeri arrivarono nell'area della Mesopotamia. Ad ogni modo, le prime tracce della città-stato di Uruk risalgono al 3500 a.C.
Rispetto all'Antico Egitto, i Sumeri non hanno mai avuto un vero e proprio stato organizzato: tutti i territori sotto il loro controllo erano organizzati in città-stato indipendenti. Ogni città-stato controllava un centro abitato e tutte le terre circostanti, oltre al tratto di fiume e ai canali nelle vicinanze.
Dal 4500 a.C. al 3500 a.C. sappiamo che i Sumeri si dedicarono a costruire le prime città stato, utilizzando mattoni di argilla essiccata al sole e canne.
Dal 3500 a.C. al 2900 a.C. le città si dotarono di mura ed ebbero una crescita notevole. In questo periodo le città-stato intrecciarono rapporti commerciali e vi furono le prime lotte tra loro.  

La città-stato predominante era Uruk.

Dal 2900 a.C. al 2000 a.C. vi fu un progressivo declino della civiltà sumerica: le città-stato erano in perenne lotta tra loro e vi furono diverse invasioni di popolazioni esterne, oltre a periodi di carestia. Infine, con l’ascesa dei Babilonesi guidati dal re Hammurabi i Sumeri scomparvero definitivamente, venendo inglobati dalla nascente civiltà babilonese. 

L’IMPORTANZA DEL TIGRI E DELL’EUFRATE.
Mentre il Nilo garantiva agli egizi inondazioni periodiche e costanti, e riforniva le terre di limo, il Tigri e l’Eufrate invece erano soggetti a piene improvvise. Questo costrinse i sumeri a costruire argini e canali  per poter sfruttare i fiumi senza subirne i danni.
L’agricoltura era l’attività fondamentale alla base della civiltà sumerica: i sumeri furono eccellenti agricoltori, che introdussero l’uso dell’aratro e dei canali di irrigazione per aumentare al massimo la superficie coltivabile.
I campi dei sumeri producevano prevalentemente orzo, legumi, cereali, cipolle, aglio e datteri. Questi alimenti formavano anche la base dell’alimentazione della civiltà sumerica. 

LA SOCIETÀ DEI SUMERI.
Le città-stato sumere erano governate in origine da un Re-sacerdote. In seguito, Re e sacerdote divennero due figure distinte.
Le città-stato erano popolate da tre classi sociali e dagli schiavi:
   • la classe alta, composta dai Re, dai nobili e dai sacerdoti,
   • la classe media, composta dai soldati, dagli artigiani e dai commercianti, che godevano di un certo benessere,
   • la classe bassa, formata dai contadini, che vivevano in condizioni molto modeste,
   - Gli schiavi, prigionieri di guerra non godevano di alcun diritto ed erano destinati ai lavori più duri. 

CLASSE ALTA.
La classe alta, composta dai nobili e dai sacerdoti, possedeva le terre e non pagava alcuna tassa. Il Re della città-stato veniva eletto tra i membri delle famiglie nobili.
I membri della classe alta, pur non pagando tasse, offrivano doni al Re per ottenere il suo favore. 

CLASSE MEDIA.
La classe media era composta da tutti coloro che si dedicavano al commercio, oltre che dagli artigiani. Fu proprio il commercio a garantire ricchezza e prosperità ai sumeri per quasi 2000 anni: le città-stato infatti scambiavano numerose merci tra loro e con le popolazioni circostanti.
La classe media pagava alla città-stato delle tasse; inoltre, si impegnava nelle opere pubbliche come la costruzione di templi e canali. In cambio, riceveva dalla città-stato cibo e provviste. 

CLASSE BASSA.
Pastori e contadini erano la base della civiltà sumerica: vivevano in condizioni molto modeste e non possedevano alcuna terra; lavoravano invece quella dei nobili, in cambio di un modesto salario. Queste persone non avevano peso politico all'interno della città-stato. 

“La Mesopotamia”.
Mesopotamia è un termine che viene dal greco e significa “Terra tra i fiumi”. Indica la zona fertile situata fra il Tigri e l’Eufrate e corrisponde ai territori oggi occupati dalla Siria e dall'Iran. 

La civiltà dei Sumeri non aveva una capitale; era composta invece da numerose città-stato indipendenti tra loro; queste, erano spesso in guerra tra loro per la supremazia politica ed economica. Tra le città stato più grandi costruite dai sumeri troviamo Uruk, Ninive, Eridu e Lagash. 

Invenzioni dei Sumeri. 
Ai Sumeri dobbiamo l’invenzione della ruota: scoperta già nel neolitico, la ruota era però utilizzata unicamente per modellare oggetti in argilla e terracotta. Furono i Sumeri ad applicare la ruota ai carri e ad utilizzarla per i trasporti. Nel campo dell’agricoltura, inventarono l’aratro a trazione animale, oltre all'uso di canali per l’irrigazione. I Sumeri, inoltre, inventarono la scrittura cuneiforme, il primo esempio di scrittura codificata di cui abbiamo notizia. Infine, furono ottimi matematici e astronomi; a loro dobbiamo il calcolo del tempo su base sessagesimale (e non in base 10 come le altre nostre misure). 

Ziggurat dei sumeri. 
La ziggurat (o ziqqurat) era un tempio imponente di forma piramidale, costruito utilizzando mattoni argillosi. Sulla sommità della ziggurat si trovava il tempio, riservato ai sacrifici agli dei e alle osservazioni astronomiche. 
Alla base, invece, erano collocati grandi magazzini in cui si collocavano le riserve di cibo. 
Ogni città-stato dei sumeri aveva una propria Ziggurat. 

SUMERI. 
Un Popolo affascinante dalle origini misteriose.

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Gli Egizi !

L’Antico Egitto, o civiltà dell’Antico Egitto (altri usano chiamarla civiltà egizia) è quella civiltà antica che si è sviluppata lungo la Valle del Nilo tra il 3900 a.C. e il 332 a.C. Si tratta, insieme alle civiltà mesopotamiche (sumeri, assiri, babilonesi) di una delle prime civiltà di cui la storia ha traccia. 
LE 6 DOMANDE CHIAVE PER CAPIRE L’ARGOMENTO
• Chi: Antico Egitto (o civiltà dell’Antico Egitto).
• Cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia. 
• Come: anche per gli Egizi, come per i Sumeri, è difficile risalire alle loro origini. 
• Dove: la civiltà dell’Antico Egitto si sviluppò lungo la valle del Nilo, in Egitto (Africa). 
• Quando: dal 3900 a.C. al 332 a.C.
• Perché: il corso del Nilo consentiva facilità nel trasporto e negli spostamenti; inoltre, rendeva fertili tutte le terre della valle del Nilo. Queste due circostanze hanno permesso agli uomini di abitare quelle zone, dando vita alla civiltà dell’Antico Egitto

BREVE STORIA DELL’ANTICO EGITTO.

I primi uomini si stabilirono lungo la Valle del Nilo circa 120 000 anni fa. Inizialmente, la valle del Nilo era suddivisa in due territori: il Basso Egitto, che comprendeva l’area nei dintorni del delta del Nilo e l’Alto Egitto, che comprendeva i territori attraversati dal Nilo a Sud dell’Egitto.
Non vi era un unico faraone e le popolazioni del Basso e dell’Alto Egitto erano spesso in guerra tra loro finché, intorno al 3000 a.C., il Re guerriero Meni (o Menes, secondo altre fonti) riuscì ad unificare l’Egitto, divenendo il primo faraone. 

L’IMPORTANZA DEL NILO.

Nell'antichità, l’agricoltura era molto diversa da quella di oggi: non esistevano macchinari a motore né fertilizzanti o sostanze chimiche utili a concimare la terra e sconfiggere i parassiti. La coltivazione era possibile solo in presenza di un terreno fertile e di facile lavorazione.
Il Nilo, grazie alle sue inondazioni, copriva di limo tutte le aree desertiche circostanti, rendendole facilmente coltivabili. Il limo era un fango dal colore nerastro dalle incredibili proprietà fertilizzanti.  
Ogni anno, in estate il Nilo inondava i campi e si ritirava in autunno, lasciandoli intrisi d’acqua e ricoperti di limo: le condizioni ideali per l’agricoltura.
Lungo le sponde del Nilo era possibile produrre orzo e grano, gli alimenti principali di cui si nutrivano gli abitanti dell’Antico Egitto; era possibile coltivare anche i papiri, da cui si ricavavano fogli simili a carta, ulivi e lino. Fu proprio la presenza del Nilo a permettere lo sviluppo di una civiltà ricca e prospera come quella dell’Antico Egitto. 

LA SOCIETÀ DELL’ANTICO EGITTO.

Con le civiltà dei fiumi (egizi, civiltà mesopotamiche) assistiamo per la prima volta all'organizzazione degli uomini in grandi gruppi. Perché questo fosse possibile, erano necessarie regole, leggi e ruoli sociali molto più complessi rispetto a quelli delle società primitive.
L’Antico Egitto era strutturato secondo una gerarchia piramidale: al vertice si trovava il faraone, che governava in modo assoluto ed era considerato una divinità. Sotto di lui, si trovavano i sacerdoti, gli scribi e i funzionari statali; vi era poi l’esercito seguito dal popolo. Infine, sul gradino più basso della piramide sociale, vi erano gli schiavi. 

Piramide sociale dell’Antico Egitto: 

     1. Faraone
     2. Sacerdoti
     3. Funzionari e scribi
     4. Soldati
     5. Popolo libero
     6. Schiavi

1) IL FARAONE
Il faraone era la massima autorità nell'Antico Egitto: regnava come sovrano incontrastato e si credeva che fosse l’incarnazione del dio Horus, figlio di Osiride.
Ogni faraone stabiliva chi sarebbe stato il suo successore, solitamente scegliendo uno trai i suoi figli.

2) I SACERDOTI
Il ruolo di sacerdote era particolarmente importante nell'Antico Egitto. I sacerdoti più importanti avevano enormi poteri, che si passavano di padre in figlio. Vi erano poi i sacerdoti minori, che rivestivano la carica di sacerdote solo per un certo periodo.

3) SCRIBI E FUNZIONARI DEL FARAONE
Il faraone affidava tutti i compiti amministrativi (far pagare le tasse, stabilire le leggi e le azioni di governo da compiere, far rispettare le leggi, etc.) a un gran visir, una sorta di primo ministro.
Naturalmente, era impossibile per una persona sola amministrare un intero paese; per questa ragione, il gran visir era aiutato da numerosi funzionari e dagli scribi, ovvero coloro che avevano imparato a leggere, scrivere e contare. La scrittura geroglifica era molto complessa ed erano in pochi a poterla studiare; per questo, lo scriba era una figura importante e di grande prestigio nell'Antico Egitto.
Gli scribi erano presenti in tutto il territorio dell’Antico Egitto, dal palazzo del faraone agli uffici periferici, dove si occupavano di documentare tutto quello che accadeva.

4) SOLDATI
L’esercito, nell'Antico Egitto, era ai diretti comandi del faraone, che nominava i generali. I soldati erano divisi in arcieri, fanteria e cavalleria, che combatteva a bordo di carri leggeri e veloci trainati da una coppia di cavalli. Poiché prendevano ordini direttamente dal faraone, i soldati godevano di un certo prestigio ed erano secondi solo ai sacerdoti e ai funzionari.

5) IL POPOLO
La maggior parte della popolazione dell’Antico Egitto non apparteneva alle caste di cui abbiamo parlato finora, ma erano contadini, artigiani, commercianti, muratori.
Il popolo era costituito da uomini liberi, che lavoravano per conto proprio o dello stato. Solitamente stipulavano un contratto che stabiliva il loro lavoro e quello che avrebbero ricevuto in cambio. Il popolo egizio era l’equivalente dei nostri lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori.

6) SCHIAVI
Al di sotto di tutti, vi erano gli schiavi. Questi erano principalmente prigionieri di guerra catturati nel corso delle guerre e delle incursioni dell’esercito egizio e non avevano diritti né libertà: erano di proprietà del Re o dei sacerdoti. Venivano impiegati per i lavori più duri come la costruzione degli edifici monumentali, gli scavi nelle miniere o il lavoro nei campi.

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