Visualizzazione post con etichetta Società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Società. Mostra tutti i post

Nuova Società - Massoneria. Guerreri (Gran Loggia degli Alam): “Troppe Obbedienze piccole e incontrollabili”

10/05/2019

Articolo su Nuova Società

Giancarlo Guerreri è un biologo, e scrittore e commediografo (l’ultima sua fatica è il “Il mistero di Leonardo da Vinci” ) che, come tanti torinesi nati negli anni 50, si è appassionato ai misteri della Torino magica sognando sui libri di Peter Kolosimo.

Un percorso che lo ha portato a diventare Gran Maestro aggiunto e referente piemontese della Gran Loggia degli Alam (Antichi Liberi Accettati Muratori). La seconda ubbidienza d’Italia per numero di adepti (9 mila) dopo il Grande Oriente d’Italia (23 mila).


Quale ruolo ha la massoneria oggi?


Con il termine generico “Massoneria” si intendono moltissime realtà iniziatiche, molte delle quali di massonico hanno ben poco. Sarebbe più corretto domandare il ruolo di ogni singola Obbedienza, tenendo presente che se ne contano oltre 180 di associazioni che tentano di identificarsi sotto varie etichette massoniche, molte delle quali irregolari, vale a dire prive di una reale tradizione.

Nella massoneria ci si occupa prevalentemente di finalità filosofico culturali e non di politica (come accadde nell’ 800 con l’impegno della libera muratoria nella formazione degli Stati liberali). La nostra è una ricerca di elevazione spirituale tesa a migliora la conoscenza di se stessi.


Perché tanta paura e diffidenza anche sul fronte politico?


Si ha paura di ciò che non si conosce e i tempi della P2 sono passati da un pezzo.

Personalmente auspico cambi questa classe politica e i suoi punti di vista. Noi cerchiamo il dialogo con tutti, anche con il mondo politico. Le nostre porte sono aperte e ognuno dei fratelli può candidarsi e votare cosa preferisce. Se poi non mi piace questo governo è una mia considerazione personale.


Nel mirino vi sono quei principi di segretezza e riservatezza a cui vi attenete?


Il giuramento di segretezza impone di non comunicare ai profani i nomi dei fratelli, tuttavia ciascun massone è però libero di manifestare all’esterno la propria appartenenza. Vi è poi il fattore riservatezza che riguarda in particolare gli aspetti rituali delle nostre cerimonie ed il nostro modo di essere. Noi come Alam non abbiamo bisogno di essere segreti, pur avendo esigenze di riservatezza,come ha ricordato il Gran Maestro Antonio Binni.


Non parlate di politica, ma intanto Lega e Cinquestelle vi ripudiano…


Lega e Cinquestelle si sono espresse contro la massoneria. Non ne capiamo il motivo, ma anche di fronte alle chiusure noi, privi di preconcetti e vincoli, cerchiamo un dialogo con tutti e al momento vedo spiragli con la Lega, mentre la radicalità dei pentastellati lascia poche speranze.


Quale dialogo con la Lega?


Non c’è ovviamente ancora nulla di ufficiale, ma ritengo presumibile che dopo le elezioni qualcosa si possa muovere per una possibile apertura. Qualche passo per cancellare un veto nei nostri confronti a mio avviso privo di serie motivazioni. Vogliamo il dialogo, ma se non è possibile non è un problema. Insomma ci aspettiamo un mutamento nei rapporti con la politica.


Perché un biologo come lei fa parte dei liberi muratori?


Ritengo che un percorso di crescita iniziatica, all’interno di una grande Obbedienza, possa favorire l’attitudine mentale a conoscere e comprendere.

Come biologo non mi sono mai posto limitazioni intellettuali che potessero impedirmi di analizzare seriamente ulteriori ambiti di conoscenza superando quell’artificioso “distinguo” tra ricerca scientifica e indagine esoterica.


Quali contrasti tra le varie obbedienze?


In realtà le principali Obbedienze non polemizzano tra loro, condividendo i principi fondamentali e spesso anche i rituali della tradizione massonica universale. I problemi sorgono soprattutto per il proliferare di piccole Obbedienze. Su questo pesa la mancanza di una legge dello Stato regolamenti la nascita e la crescita di associazioni che portino il nome di “Massoneria” Ciò crea gran confusione e certo non tutela le Obbedienze Regolari, riconosciute da analoghe istituzioni in altri Paesi.

Come abbiamo evidenziato nelle precedenti domande il movimento politico che guida la città di Torino è esplicitamente avverso alla massoneria.

Le posizioni dei politici spesso lasciano molto perplessi. Coloro che dovrebbero guidare il nostro Paese con intelligenza e spirito illuminato si rivelano spesso essere degli uomini normali, carichi di pregiudizi e di limiti, che affrontano temi e problemi più grandi di loro.

La Massoneria, essendo adogmatica e virtualmente scevra da pregiudizi, si pone con mente aperta verso chiunque dimostri di essere per bene e libero da costrizioni ideologiche.

Attualmente alcuni partiti si pongono in palese contrasto con la Massoneria, esattamente come fece Mussolini nel 1923, proclamando l’incompatibilità tra Massoneria e fascismo. Due anni dopo, nel 1925 iniziò una vera repressione che portò i fascisti a bruciare per tutto il ventennio anche numerose Logge. Insomma nulla di nuovo sotto il Sole.


Come vi ponete di fronte ai cambiamenti politici e sociali sotto la Mole?


Non mi risulta che esista una linea precisa e definita proposta dalla nostra Obbedienza. Coloro che avendone le competenze desiderino fare delle proposte concrete e impegnarsi sul piano politico lo possono fare, indipendentemente dalla loro appartenenza ad Ordini massonici. I Fratelli potranno liberamente sostenere queste persone tenendo presente le loro reali capacità e ispirazione.


Anche il Vaticano è storicamente avverso al mondo delle logge…


Nel 1974 Il Prefetto per la dottrina della Fede, Ferenc Seper,autorizzò l’iniziazione di cattolici a logge che non cospirino contro la Chiesa. Nel 1983 il suo successore, cardinale Joseph Ratzinger, dichiarò che “rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa cattolica sulle associazioni massoniche” benché il nuovo Codice di Diritto Canonico non le menzioni. Al momento sono in corso dei tentativi di avvicinamento al Vaticano,contro il quale la GLDI non dimostra alcun atteggiamento di ostilità.


Torino ha una forte tradizione massonica ed esoterica…


A Torino è sorta nel 1859 Ausonia, la prima Loggia italiana e la città vanta una grande “memoria storica ed esoterica”, nata sia dalla superstizione che dalla reale presenza di fatti e personaggi. Alcuni nomi famosi hanno contribuito a diffondere il suo alone di mistero, pensiamo a Gustavo Rol e ai simboli massonici ed esoterici che abbondano sui palazzi torinesi. Andando alle origini vicino Torino, alla Sacra di San Michele, vi è lo splendido Portale dello Zodiaco, carico di simbolismi protomassonici, opera di quel maestro Nicolao e dei suoi scalpellini (maestri comacini), precursori nella costituzione delle prime Logge.


La libera muratoria è in buona salute?


La Massoneria si preoccupa relativamente poco dei numeri, preferisce valutare la qualità dei propri affiliati. Oggi la GLDI conta oltre 9000 ed è in costante crescita. Il nostro proselitismo è un’operazione lunga e delicata.

I fratelli esperti che sondano le caratteristiche di coloro che bussano alla nostra porta, richiedono il Casellario Giudiziale e i Carichi Pendenti. Un percorso anche di oltre un anno che dimostra un approccio quanto mai prudente.

Non si placano le accuse nei confronti della massoneria di lobbysmo mentre continuano ad aprirsi fascicoli giudiziari

Non condanniamo certo tutta la Chiesa per i comportamenti di alcuni preti. Non posso negare che qualche iscritto a sedicenti organizzazioni “massoniche” possa aver contribuito a creare ponti con ambienti illeciti, purtroppo non esistendo una Legge sulle Associazioni, legge che le Grandi Obbedienze nazionali si auspicano di poter veder presentata al più presto. Tali fatti deplorevoli potranno riempire ancora le pagine dei giornali per alimentare quel sentimento di disapprovazione verso la massoneria che non trova alcuna giustificazione. Si tratta di generalizzazioni che non toccano la nostra realtà dove più che segreti siamo riservati.


Nelle logge prevalgono persone con importanti ruoli professionali e censo elevato?


Nei nostri Templi sono accolti uomini e donne con una laurea e persone che, pur non avendo compiuto studi particolari, si sono dimostrate, per doti personali e per intelligenza, assolutamente degne di farne parte. Non esistono discriminazioni di nessun genere e coloro che si occupano delle valutazioni dei Profani devono stabilire se il Candidato sia spinto solo da superficiale curiosità o da sincero desiderio di migliorare se stesso.


Cosa contraddistingue la Grande Loggia?


La Gran Loggia d’Italia degli Alam è la più numerosa obbedienza mista latomistica (sinonimo di massoneria, dal grego tagliare affinare la pietra, in una sorta di scavo segreto per elevare l’uomo) del nostro Paese (le donne sono state ammesse negli anni 50). La GLDI promuove la cultura, con convegni e approfondimenti storico filosofici, e la solidarietà aiutando alcune Onlus. 


Donne e massoneria. Non le pare una surreale e anacronistica discriminazione?


Le rispondo con un ovvio “Si” che ritengo non richieda ulteriori spiegazioni.


Nella sua ricerca esoterica come vede il ritorno del bisogno di spiritualità?


Sebbene con approcci differenti che noi chiamiamo ancora scientifici ed esoterici, in realtà studiamo comuni fenomeni,ai quali diamo solo differenti spiegazioni. Purtroppo, o per fortuna, ogni nuova scoperta, e quelle della Fisica Quantistica ne sono un esempio, tende a rendere più fragili le nostre convinzioni. Ogni cambiamento di visione risulta essere doloroso, ma altrettanto necessario.

Viviamo in una Società dei contrasti in cui: l’apparente materialismo imperante si scontra con un dilagante spiritualismo, che si esprime tanto nelle forme religiose tradizionali, quanto nei più disinvolti movimenti New Age.

Non escludo che sia proprio l’attuale visione materialista a scatenare delle reazioni che alimentano la consapevolezza di una nuova maggior spiritualità.

 

www.studiostampa.com

I SUMERI !

La Civiltà dei Sumeri o civiltà sumerica (anche se i più li conoscono come sumeri) è una civiltà antica che si è sviluppata nell'area della Mesopotamia intorno al 4500 a.C. Insieme alla civiltà dell’Antico Egitto è una delle prime civiltà umane di cui siamo a conoscenza.
LE 6 DOMANDE CHIAVE PER TENTARE DI CAPIRE L’ARGOMENTO.
   • Chi: Civiltà dei Sumeri (o Sumeri).
   • Cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia. 
   • Come: ancora non si è trovata una spiegazione credibile sulla loro origine. 
   • Dove: la loro civiltà si sviluppò in Mesopotamia, l’area fertile compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate.
   • Quando: dal 4500 a.C.
   • Perché: i fiumi garantivano l’acqua necessaria per le irrigazioni e un suolo fertile da coltivare; inoltre, facilitavano gli scambi e i trasporti di merci.

BREVE STORIA DEI SUMERI.
Gli storici non sono sicuri di come i Sumeri arrivarono nell'area della Mesopotamia. Ad ogni modo, le prime tracce della città-stato di Uruk risalgono al 3500 a.C.
Rispetto all'Antico Egitto, i Sumeri non hanno mai avuto un vero e proprio stato organizzato: tutti i territori sotto il loro controllo erano organizzati in città-stato indipendenti. Ogni città-stato controllava un centro abitato e tutte le terre circostanti, oltre al tratto di fiume e ai canali nelle vicinanze.
Dal 4500 a.C. al 3500 a.C. sappiamo che i Sumeri si dedicarono a costruire le prime città stato, utilizzando mattoni di argilla essiccata al sole e canne.
Dal 3500 a.C. al 2900 a.C. le città si dotarono di mura ed ebbero una crescita notevole. In questo periodo le città-stato intrecciarono rapporti commerciali e vi furono le prime lotte tra loro.  

La città-stato predominante era Uruk.

Dal 2900 a.C. al 2000 a.C. vi fu un progressivo declino della civiltà sumerica: le città-stato erano in perenne lotta tra loro e vi furono diverse invasioni di popolazioni esterne, oltre a periodi di carestia. Infine, con l’ascesa dei Babilonesi guidati dal re Hammurabi i Sumeri scomparvero definitivamente, venendo inglobati dalla nascente civiltà babilonese. 

L’IMPORTANZA DEL TIGRI E DELL’EUFRATE.
Mentre il Nilo garantiva agli egizi inondazioni periodiche e costanti, e riforniva le terre di limo, il Tigri e l’Eufrate invece erano soggetti a piene improvvise. Questo costrinse i sumeri a costruire argini e canali  per poter sfruttare i fiumi senza subirne i danni.
L’agricoltura era l’attività fondamentale alla base della civiltà sumerica: i sumeri furono eccellenti agricoltori, che introdussero l’uso dell’aratro e dei canali di irrigazione per aumentare al massimo la superficie coltivabile.
I campi dei sumeri producevano prevalentemente orzo, legumi, cereali, cipolle, aglio e datteri. Questi alimenti formavano anche la base dell’alimentazione della civiltà sumerica. 

LA SOCIETÀ DEI SUMERI.
Le città-stato sumere erano governate in origine da un Re-sacerdote. In seguito, Re e sacerdote divennero due figure distinte.
Le città-stato erano popolate da tre classi sociali e dagli schiavi:
   • la classe alta, composta dai Re, dai nobili e dai sacerdoti,
   • la classe media, composta dai soldati, dagli artigiani e dai commercianti, che godevano di un certo benessere,
   • la classe bassa, formata dai contadini, che vivevano in condizioni molto modeste,
   - Gli schiavi, prigionieri di guerra non godevano di alcun diritto ed erano destinati ai lavori più duri. 

CLASSE ALTA.
La classe alta, composta dai nobili e dai sacerdoti, possedeva le terre e non pagava alcuna tassa. Il Re della città-stato veniva eletto tra i membri delle famiglie nobili.
I membri della classe alta, pur non pagando tasse, offrivano doni al Re per ottenere il suo favore. 

CLASSE MEDIA.
La classe media era composta da tutti coloro che si dedicavano al commercio, oltre che dagli artigiani. Fu proprio il commercio a garantire ricchezza e prosperità ai sumeri per quasi 2000 anni: le città-stato infatti scambiavano numerose merci tra loro e con le popolazioni circostanti.
La classe media pagava alla città-stato delle tasse; inoltre, si impegnava nelle opere pubbliche come la costruzione di templi e canali. In cambio, riceveva dalla città-stato cibo e provviste. 

CLASSE BASSA.
Pastori e contadini erano la base della civiltà sumerica: vivevano in condizioni molto modeste e non possedevano alcuna terra; lavoravano invece quella dei nobili, in cambio di un modesto salario. Queste persone non avevano peso politico all'interno della città-stato. 

La Mesopotamia”.
Mesopotamia è un termine che viene dal greco e significa “Terra tra i fiumi”. Indica la zona fertile situata fra il Tigri e l’Eufrate e corrisponde ai territori oggi occupati dalla Siria e dall'Iran. 

La civiltà dei Sumeri non aveva una capitale; era composta invece da numerose città-stato indipendenti tra loro; queste, erano spesso in guerra tra loro per la supremazia politica ed economica. Tra le città stato più grandi costruite dai sumeri troviamo Uruk, Ninive, Eridu e Lagash. 

Invenzioni dei Sumeri. 
Ai Sumeri dobbiamo l’invenzione della ruota: scoperta già nel neolitico, la ruota era però utilizzata unicamente per modellare oggetti in argilla e terracotta. Furono i Sumeri ad applicare la ruota ai carri e ad utilizzarla per i trasporti. Nel campo dell’agricoltura, inventarono l’aratro a trazione animale, oltre all'uso di canali per l’irrigazione. I Sumeri, inoltre, inventarono la scrittura cuneiforme, il primo esempio di scrittura codificata di cui abbiamo notizia. Infine, furono ottimi matematici e astronomi; a loro dobbiamo il calcolo del tempo su base sessagesimale (e non in base 10 come le altre nostre misure). 

Ziggurat dei sumeri. 
La ziggurat (o ziqqurat) era un tempio imponente di forma piramidale, costruito utilizzando mattoni argillosi. Sulla sommità della ziggurat si trovava il tempio, riservato ai sacrifici agli dei e alle osservazioni astronomiche. 
Alla base, invece, erano collocati grandi magazzini in cui si collocavano le riserve di cibo. 
Ogni città-stato dei sumeri aveva una propria Ziggurat. 

SUMERI. 
Un Popolo affascinante dalle origini misteriose.

www.studiostampa.com

Gli Egizi !

L’Antico Egitto, o civiltà dell’Antico Egitto (altri usano chiamarla civiltà egizia) è quella civiltà antica che si è sviluppata lungo la Valle del Nilo tra il 3900 a.C. e il 332 a.C. Si tratta, insieme alle civiltà mesopotamiche (sumeri, assiri, babilonesi) di una delle prime civiltà di cui la storia ha traccia. 
LE 6 DOMANDE CHIAVE PER CAPIRE L’ARGOMENTO
Chi: Antico Egitto (o civiltà dell’Antico Egitto).
Cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia. 
Come: anche per gli Egizi, come per i Sumeri, è difficile risalire alle loro origini. 
Dove: la civiltà dell’Antico Egitto si sviluppò lungo la valle del Nilo, in Egitto (Africa). 
Quando: dal 3900 a.C. al 332 a.C.
Perché: il corso del Nilo consentiva facilità nel trasporto e negli spostamenti; inoltre, rendeva fertili tutte le terre della valle del Nilo. Queste due circostanze hanno permesso agli uomini di abitare quelle zone, dando vita alla civiltà dell’Antico Egitto

BREVE STORIA DELL’ANTICO EGITTO.

I primi uomini si stabilirono lungo la Valle del Nilo circa 120 000 anni fa. Inizialmente, la valle del Nilo era suddivisa in due territori: il Basso Egitto, che comprendeva l’area nei dintorni del delta del Nilo e l’Alto Egitto, che comprendeva i territori attraversati dal Nilo a Sud dell’Egitto.
Non vi era un unico faraone e le popolazioni del Basso e dell’Alto Egitto erano spesso in guerra tra loro finché, intorno al 3000 a.C., il Re guerriero Meni (o Menes, secondo altre fonti) riuscì ad unificare l’Egitto, divenendo il primo faraone. 

L’IMPORTANZA DEL NILO.

Nell'antichità, l’agricoltura era molto diversa da quella di oggi: non esistevano macchinari a motore né fertilizzanti o sostanze chimiche utili a concimare la terra e sconfiggere i parassiti. La coltivazione era possibile solo in presenza di un terreno fertile e di facile lavorazione.
Il Nilo, grazie alle sue inondazioni, copriva di limo tutte le aree desertiche circostanti, rendendole facilmente coltivabili. Il limo era un fango dal colore nerastro dalle incredibili proprietà fertilizzanti.  
Ogni anno, in estate il Nilo inondava i campi e si ritirava in autunno, lasciandoli intrisi d’acqua e ricoperti di limo: le condizioni ideali per l’agricoltura.
Lungo le sponde del Nilo era possibile produrre orzo e grano, gli alimenti principali di cui si nutrivano gli abitanti dell’Antico Egitto; era possibile coltivare anche i papiri, da cui si ricavavano fogli simili a carta, ulivi e lino. Fu proprio la presenza del Nilo a permettere lo sviluppo di una civiltà ricca e prospera come quella dell’Antico Egitto. 

LA SOCIETÀ DELL’ANTICO EGITTO.

Con le civiltà dei fiumi (egizi, civiltà mesopotamiche) assistiamo per la prima volta all'organizzazione degli uomini in grandi gruppi. Perché questo fosse possibile, erano necessarie regole, leggi e ruoli sociali molto più complessi rispetto a quelli delle società primitive.
L’Antico Egitto era strutturato secondo una gerarchia piramidale: al vertice si trovava il faraone, che governava in modo assoluto ed era considerato una divinità. Sotto di lui, si trovavano i sacerdoti, gli scribi e i funzionari statali; vi era poi l’esercito seguito dal popolo. Infine, sul gradino più basso della piramide sociale, vi erano gli schiavi. 

Piramide sociale dell’Antico Egitto: 

     1. Faraone
     2. Sacerdoti
     3. Funzionari e scribi
     4. Soldati
     5. Popolo libero
     6. Schiavi

1) IL FARAONE
Il faraone era la massima autorità nell'Antico Egitto: regnava come sovrano incontrastato e si credeva che fosse l’incarnazione del dio Horus, figlio di Osiride.
Ogni faraone stabiliva chi sarebbe stato il suo successore, solitamente scegliendo uno trai i suoi figli.

2) I SACERDOTI
Il ruolo di sacerdote era particolarmente importante nell'Antico Egitto. I sacerdoti più importanti avevano enormi poteri, che si passavano di padre in figlio. Vi erano poi i sacerdoti minori, che rivestivano la carica di sacerdote solo per un certo periodo.

3) SCRIBI E FUNZIONARI DEL FARAONE
Il faraone affidava tutti i compiti amministrativi (far pagare le tasse, stabilire le leggi e le azioni di governo da compiere, far rispettare le leggi, etc.) a un gran visir, una sorta di primo ministro.
Naturalmente, era impossibile per una persona sola amministrare un intero paese; per questa ragione, il gran visir era aiutato da numerosi funzionari e dagli scribi, ovvero coloro che avevano imparato a leggere, scrivere e contare. La scrittura geroglifica era molto complessa ed erano in pochi a poterla studiare; per questo, lo scriba era una figura importante e di grande prestigio nell'Antico Egitto.
Gli scribi erano presenti in tutto il territorio dell’Antico Egitto, dal palazzo del faraone agli uffici periferici, dove si occupavano di documentare tutto quello che accadeva.

4) SOLDATI
L’esercito, nell'Antico Egitto, era ai diretti comandi del faraone, che nominava i generali. I soldati erano divisi in arcieri, fanteria e cavalleria, che combatteva a bordo di carri leggeri e veloci trainati da una coppia di cavalli. Poiché prendevano ordini direttamente dal faraone, i soldati godevano di un certo prestigio ed erano secondi solo ai sacerdoti e ai funzionari.

5) IL POPOLO
La maggior parte della popolazione dell’Antico Egitto non apparteneva alle caste di cui abbiamo parlato finora, ma erano contadini, artigiani, commercianti, muratori.
Il popolo era costituito da uomini liberi, che lavoravano per conto proprio o dello stato. Solitamente stipulavano un contratto che stabiliva il loro lavoro e quello che avrebbero ricevuto in cambio. Il popolo egizio era l’equivalente dei nostri lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori.

6) SCHIAVI
Al di sotto di tutti, vi erano gli schiavi. Questi erano principalmente prigionieri di guerra catturati nel corso delle guerre e delle incursioni dell’esercito egizio e non avevano diritti né libertà: erano di proprietà del Re o dei sacerdoti. Venivano impiegati per i lavori più duri come la costruzione degli edifici monumentali, gli scavi nelle miniere o il lavoro nei campi.

www.studiostampa.com